Olbia.

Il made in Sardinia conquista 

Bilancio positivo per i cantieri: «Contatti con clienti internazionali» 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

È made in Sardinia il vermentino docg che scorre tra i moli e i tavolini, il miele e il pecorino che si serve negli stand Insula. Ma sono ugualmente e orgogliosamente made in Sardinia anche le barche di Novamarine, Maori, G Tender, per citare i cantieri più affermati e il carburante green che verrà, a impatto zero, il biometanolo ricavato dal trattamento dei rifiuti di Olbia entrato nella fase operativa. La cornice è quella glamour di Porto Rotondo ma la Fiera nautica della Sardegna, organizzata dal Cipnes Gallura, al suo quinto anno spinge sul versante dell’impresa.

I cantieri

Novamarine è l’azienda leader in Sardegna per ricavi (33 milioni nel 2025) nel settore della produzione nautica. In principio – erano gli anni Ottanta – furono i gommoni, termine che oggi sarebbe fuorviante. Alla fiera c’è Tiziano Pisu, cagliaritano, responsabile della comunicazione: «Il bilancio per noi è positivo, – spiega – l’azienda è in crescita e cogliamo l’occasione per portare in alto il nome della Sardegna e delle sue produzioni, nelle fiere nazionali e internazionali e naturalmente anche qui. Ci sono stati diversi contatti molto interessanti, anche con una clientela internazionale, che proseguiranno poi nei prossimi giorni con alcune visite in cantiere già programmate». Del resto non si tratta di un articolo da comprare d’impulso, le barche esposte nel molo centrale della Marina arrivano fino a un valore di quasi due milioni.

Si è molto parlato di formazione in questi giorni alla fiera e anche per Novamarine è in cima alle priorità. «Il nostro è un cantiere unico nel suo genere nel mondo perché ci lavorano tutte le maestranze, ogni lavorazione viene effettuata all’interno, quindi la formazione è per noi importantissima e cogliamo ogni occasione per promuoverla. La scuola chiaramente non può insegnare i particolari e quindi i ragazzi bisogna formarli. Il 14 saranno da noi alcuni studenti dell’Ipia per il progetto “Crescere in Novamarine”, che è mirato ad avvicinare i ragazzi al mondo della nautica. L’abbiamo fatto anche con i bambini di quinta elementare». Bilancio positivo anche per Davide Gessa, cagliaritano, titolare e fondatore della G Tender, azienda giovane ma affermata. «Ogni occasione per mettere in mostra la produzione, piccola o grande che sia, è importante», spiega: «Il fatto che la data non coincidesse con un ponte forse ha un po’ limitato le visite ma ci sono stati contatti importanti e anche una prova in mare». G Tender ha portato in esposizione a Porto Rotondo battelli pneumatici fino ai 14 metri.

Dalla terra al mare

L’ultimo talk della fiera, che si è chiusa ieri, dopo quello dedicato alle start up, è stato invece legato alla terra con il progetto di marketing territoriale Insula, Forestas e i presidenti dei distretti rurali della Sardegna con le tante eccellenze agricole pronte a salire a bordo. L’obiettivo dichiarato della Fiera di Porto Rotondo è quello di fare sistema affinché le varie facce del made in Sardinia, quelle più antiche insieme a quelle del futuro, possano andare allo stesso passo.

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

• Accedi agli articoli premium

• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?