Via Dante.

Il liceo Asproni riapre agli studenti 

Monni, neo dirigente del Classico accorpato al Satta: una forte emozione 

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«È stata un’emozione molto forte: un ritorno in un luogo simbolo, ricco di storia, di memoria e di cultura per tutto il territorio», premette Graziella Monni, neo dirigente del liceo Asproni-Satta. Un primo giorno di scuola che sa di rinascita, ieri mattina. Una ripartenza carica di significati, per un edificio che finalmente riapre e accoglie, dopo tre anni di chiusura e lavori che apparivano infiniti. Ora gli studenti del liceo classico di Nuoro riprendono possesso dello storico edificio di via Dante. Solcano i corridoi, li animano.

Nuovo corso

Gli studenti sono arrivati con diversi minuti d’anticipo. Ieri hanno iniziato ad affollare il marciapiede di via Dante come ai vecchi tempi. Poi, il cancello si è aperto, il fascino ha preso il sopravvento. Il nuovo corso ha avuto inizio, quasi con una naturalezza insperata. «Per noi è importantissimo essere di nuovo qui, in questa struttura, oltretutto nel primo giorno di scuola», confessa la docente, nonché vicepreside del liceo Asproni-Satta, Maria Grazia Picconi. «Per anni siamo stati dislocati su più sedi». Lezioni in plessi provvisori, con tutti i disagi del caso. Poi, interventi di riqualificazione dai tempi alquanto dilatati, in quella scuola che è stata pure del grande giornalista Indro Montanelli. Ora si cambia passo, per fortuna, e volto. Sì, perché l’Asproni si fonde col vicino liceo Satta. Cinquantotto classi, un’unica dirigente. E un’offerta variegata: liceo classico e linguistico; quindi liceo delle Scienze umane, economico sociale e musicale.

La partenza

«Sarà un anno scolastico parecchio impegnativo», ammette Bobo Chessa, docente del liceo delle Scienze umane. «Gli aspetti logistici e organizzativi dovranno essere definiti nel dettaglio, anche alla luce di questa fusione tra il liceo Satta e l’Asproni. Ora siamo diventati la rappresentazione del polo umanistico e classico della città. Un polo che, almeno nella prima fase, ha necessità di essere indirizzato nel modo migliore possibile, data la complessità». Monni prosegue: «La nostra sfida è chiara: trasformare la complessità in opportunità. Vogliamo rendere i ragazzi protagonisti del proprio futuro». Picconi non ha dubbi: «Ora la didattica migliorerà, sotto tanti punti di vista. Potranno riprendere le attività sportive. Poi, riavremo quell’aula per organizzare parecchi incontri».

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