Primarie.

«Il leader del centrosinistra non è una priorità» 

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«Ci metteremo d'accordo anche su questo, su come costruire il programma» e su come scegliere il leader della coalizione. «O si fa l'accordo come la destra a chi prende un voto in più alle elezioni oppure si sceglie un'altra modalità come le primarie a cui ho sempre dato la mia disponibilità». Così la segretaria del Pd Elly Schlein, ospite a La7, ha risposto ieri a chi le ha chiesto un commento sull'ipotesi delle primarie del centrosinistra. «Posso dire però una cosa importante, - ha aggiunto - non è questa oggi la nostra priorità. Io penso che se noi ci chiudiamo ora in un dibattito politicista tra di noi tradiamo le aspettative di quelli che sono andati a votare No al referendum e che non sono venuti a votare alle europee».

Intanto ci ha pensato Matteo Renzi a mettere un po’ di pepe nella scelta della leader del Campo largo: «Io parto da un presupposto, penso che oggi sia evidente a tutti che il centrosinistra può vincere, o forse che più correttamente che la Meloni può perdere. Io non credo che accada che la Meloni vada a votare, ma essendoci passato, dico che queste botte fanno male sull'istante ma molto di più dopo. Io me ne sono andato subito ma quando vai in Parlamento e trovi i tuoi che non ti votano più, partono le risse interne, scatta un elemento psicologico». E su Silvia Salis, ha ammesso: «non sono d'accordo, la stimo, ne apprezzo il valore e la voterei domani mattina alle primarie. Credo però che Silvia sbagli nel dare giudizio negativo sulle primarie che sono l'elemento costitutivo del Pd. Non credo che cambierà idea, ma lei è una persona di grande livello».

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