Tavolo verde.

Il grido di dolore delle campagne 

Coldiretti: pochi focolai di dermatite bovina tengono in ostaggio l’Isola 

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«Pochi focolai tengono ancora in ostaggio tre quarti della Sardegna, questo è impensabile». La denuncia di Coldiretti è chiara e il presidente Battista Cualbu l’ha riportata ieri al tavolo verde convocato dall’assessore all’Agricoltura Francesco Agus per fare il punto sulle principali criticità del settore, dermatite bovina in primis. Le associazioni sono preoccupate per le restrizioni ancora in vigore sulla movimentazione dei capi. Una situazione che, ha spiegato Agus, «ha conseguenze dirette sulle aziende e sulla loro capacità di programmare l’attività e commercializzare i capi: è fondamentale arrivare quanto prima al superamento di questa condizione, nel rispetto delle disposizioni sanitarie». Focus sulla dermatite, dunque, ma non solo. D’altronde – ha detto il presidente di Cia Sardegna Alessandro Vacca, «noi abbiamo ricevuto segnali di sofferenza in tutti i settori, dall’ortofrutta alla zootecnia alla cerealicoltura. Il punto di oggi serve anche per fare in modo che si abbiano non solo interventi sulle questioni emergenziali, serve una visione di prospettiva per l’agricoltura». Il Tavolo verde è stato anche l’occasione per un confronto sullo stato d’avanzamento degli interventi del Complemento di sviluppo rurale Sardegna 2023-2027 e sul calendario dei prossimi bandi. In particolare su quello dedicato al primo insediamento dei giovani in agricoltura, al quale sarà possibile partecipare dal 15 settembre.

Il caso

Al tavolo l’assessorato alla Sanità era rappresentato dal capo di gabinetto Stefano Ferreli: «Ad oggi – ha ricordato – l’unico elemento che impedisce il superamento del blocco è rappresentato da un focolaio oggetto di ricorso, per il quale non è possibile procedere all’abbattimento. La Asl competente ha chiesto di anticipare i tempi della pronuncia, così da consentire la definizione della situazione nel più breve tempo possibile». Nell'isola due focolai - uno attivo a Escalaplano, un altro a Samugheo che, sebbene dichiarato chiuso, rimane ancora sottoposto a misure di sicurezza - stanno di fatto causando il blocco delle movimentazioni dei capi in una grande area tra il centro e il sud-est della regione. Il ricorso cui fa riferimento Ferreli è stato presentato da un allevatore di Escalaplano contro l'abbattimento della sua mandria disposto nell'ambito delle misure di contrasto alla malattia, caso su cui è attesa la decisione del Tar.

Vaccinazioni

Ad ogni modo, Cualbu ha invitato le Asl e la Regione «a completare l'iter necessario e a presentarsi a Bruxelles con le carte in regola, affinché vengano revocate le zone di restrizione». Del resto «non può essere chiesto ogni volta agli allevatori di fare sacrifici e di subire le conseguenze di norme rispettate dalla gran parte delle aziende». Quindi, ha aggiunto, è importante che le Asl accelerino sulle visite sanitarie nelle aree di sorveglianza, sulle vaccinazioni e gli adempimenti necessari». Ma su questo punto Ferreli ha insistito: «Ad oggi il 94% degli allevamenti risulta immunizzato contro la Dermatite». Ad ogni modo, ha sottolineato Agus, «dobbiamo evitare che gli sforzi compiuti dalla stragrande maggioranza degli allevatori, che hanno rispettato le prescrizioni e aderito alla campagna vaccinale, siano vanificati dai comportamenti irragionevoli di pochissimi». (ro. mu.)

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