Il personaggio.

Il giullare Ugo Dighero «Ah, i matrimoni sardi! Un trionfo per i sensi»  

Domani alle 19.30 sul palco di piazza del Carmine a Cagliari 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

Domani alle 19.30, a chiudere la rassegna “Carmine 2026”, il Cedac ha affidato il palco a Ugo Dighero, volto amato della tv – da “Avanzi” a “Tunnel”, passando per “Mai dire gol!” e interpretando il personaggio di Giulio Pittaluga in “Un medico in famiglia” – e del teatro, con “Lu Santu Jullare Francesco” di Dario Fo e Franca Rame.

Lo spettacolo accosta la figura di San Francesco a quella di un giullare medievale. Domani si esibirà in una piazza, uno dei luoghi naturali per un giullare…

«Francesco dichiarava di essere un giullare, ne aveva imparato le tecniche proprio dal punto di vista della preparazione dei suoi discorsi, utilizzando fra l'altro anche lui un grammelot perché nel Trecento l'italiano era ancora da venire. Lui, che girava molto, aveva imparato questa tecnica dai giullari che mischiavano i dialetti per creare un linguaggio che fosse comprensibile dappertutto. Quindi abbiamo la tecnica e lo spirito puntuto, polemico e satirico dei giullari che San Francesco portava con sé, anche perché i temi da lui proposti erano una follia già al suo tempo».

In Sardegna è stato già molte volte.

«La conosco bene, ci sono stato come turista e come professionista. 
La cosa che in genere la gente che ci va ad agosto a farsi un po’ di mare ignora completamente e è che cosa accade in Sardegna in primavera: è una cosa… un trionfo di fiori, di colori, di acqua che scorre. È una cosa che mi ha colpito parecchio. E poi sono stato anche a un matrimonio sardo, un'esperienza ai limiti dell'inverosimile».

In che senso?

«Era a Sassari, siamo arrivati il giorno prima e il matrimonio è durato due o tre giorni, ma io mi ricordo che siamo arrivati a casa della sposa e dopo venti minuti eravamo già ‘mbriachi. Impressionante! Ed è andata avanti per tre giorni, non so quanti matrimoni potrei reggere dal punto di vista fisico nel corso della vita!».

Lei porta da trentacinque anni nei teatri “Mistero buffo”.

«Abbiamo a che fare con una scrittura di altissimo livello, quella dei grandi maghi del teatro da Shakespeare in poi, cioè di coloro che riescono a scrivere delle cose che non soffrono il passaggio del tempo, perché la visione dell’uomo che c'è all'interno di questi testi è eterna. È quello che proviamo dall’uomo di Cro-Magnon ai nostri tempi: tutte le emozioni, tutti i sentimenti, le trappole che ci facciamo da soli, i difetti… sono sempre gli stessi».

Lei ha anche una lunga frequentazione con la tv. Il personaggio di Giulio Pittaluga che cosa le ha lasciato, e ha mai pensato di prenderne le le distanze?

«No, no assolutamente no. Tutto quello che ho fatto in televisione, l’ho fatto con passione e con divertimento, non rinnego nulla, da Giulio a Gnappo. Contrariamente a quello che succede di solito, poi, questi personaggi in teatro non hanno il fiato corto: Gnappo può raccontare all’infinito, dai Promessi Sposi alla Divina Commedia. Giulio ha rappresentato un'esperienza fantastica: credo che il grande il segreto e il grande successo della serie fossero che nella sceneggiatura c'erano le storie da Nonno Libero a Nuccia, che all'epoca aveva tre anni: ogni fascia d'età poteva riconoscersi e appassionarsi a personaggi che avevano le loro stesse problematiche».

Giulio era un po’ anche lui un Jullare, capace di combinare grandi pasticci e insieme di grandi verità.

«Assolutamente sì, era un personaggio molto divertente e molto distante da quello che sono io, non dico un precisino ma molto attento alle trasgressioni, a non disturbare, a cercare di essere il più trasparente possibile».

La regia è di Giorgio Gallione: quarant’anni di lavoro e di amicizia.

«Questo "Santo Jullare Francesc”o è un lavoro molto duro, e non sarei mai riuscito a farlo senza di lui: ormai c'è una sintonia assoluta. Ha una fantasia sfrenata, è molto spiritoso ma anche capace di dare peso alle cose che servono e di eliminare il superfluo: un grandissimo regista».

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

• Accedi agli articoli premium

• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?