Muravera.

Il giro dell’Isola in cinque giorni 

L’impresa di cinque donne: una corsa a staffetta per 750 chilometri 

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Il giro della Sardegna con le scarpe da running in cinque giorni per far vedere a tutti quanto son belle le spiagge e gli angoli più nascosti dell’Isola (in diretta social).

È il RunAround 2026: si parte da Costa Rei mercoledì 14 ottobre e si arriva a Muravera sulla spiaggia di San Giovanni la sera di domenica 18 ottobre dopo aver percorso 750 chilometri. In mezzo, ma sono solo alcune delle principali località, Tortolì, Orosei, Palau, Alghero, Bosa, Oristano, Bugerru e Cagliari.

Ardite

Le protagoniste sono cinque donne, tutte innamorate della corsa e dell’Isola. La più esperta è Tamara Loi, di Villaputzu, 53 anni, panettiera, alle spalle mille imprese, comprese corse estreme come gli ultra-rail.

La più giovane è Ester Cotza, studentessa di Muravera di 19 anni. Completano il team Letizia Nieddu, 34 anni, avvocata originaria di Alghero che abita a Parigi, Elisa Basciu, 30 anni, poliziotta a Liegi (la mamma è di Muravera), e Valentina Gallani, 33 anni, lombarda che fa la ricercatrice a Berlino. C’è anche una riserva: Elena Riola, 32 anni, bar tender di Iglesias.

Ogni giorno

La formula è quella già sperimentata lo scorso anno in versione maschile: ogni runner percorrerà 30 chilometri al giorno per un totale di 150 chilometri ogni 24 ore in una sorta di staffetta no-stop. Le atlete saranno seguite dal camper degli organizzatori, il Club Effe guidato dal muraverese Fabio Mulas, 32 anni. «Sarà un’esperienza bella e dura allo stesso tempo, con le corse dall’alba al tramonto e il riposo in camper di notte nelle aree attrezzate lungo la costa», spiega Mulas, «noi forniremo assistenza in caso di necessità».

In forma

Le cinque ragazze da tre mesi stanno seguendo una preparazione meticolosa per arrivare pronte all’appuntamento: «Abbiamo un coach che cura ogni particolare, il dottor Stefano Pisu», aggiunge Mulas, «compresa la nutrizione perché non possiamo lasciare nulla al caso. Non sarà facile completare l’impresa».

Ma quel che più conta «è valorizzare il nostro territorio e noi siamo orgogliosi di poter dare un valore aggiunto alla Sardegna usando come mezzo lo sport, quello vero». C’è anche un altro valore aggiunto, «cioè avere con noi anche delle atlete che, pur vivendo all’estero, hanno sposato il progetto. È importante conoscere quello che ci succede attorno».

Il seguito

Lungo il tragitto chiunque potrà accodarsi «e questo sarebbe un bellissimo supporto».

Le atlete sono ormai pronte all’impresa: «Per me è una grande opportunità sia dal punto di vista sportivo ma soprattutto personale», dice Tamara Loi, «i sarà da soffrire ma anche tanto da divertirsi».

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