San Teodoro.

Il fuoco di Sant’Antonio accende la polemica 

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La tradizione del “Foculoni di Sant’Antonio”, a San Teodoro, accende anche la polemica. Il vivace botta e risposta tra alcuni volontari e Don Alessandro Cossu partito da una missiva che accusa il parroco, in occasione dei festeggiamenti nella frazione di Straula, di essersi “rifiutato di celebrare la Santa Messa e alla benedizione del fuoco e della statua del Santo” generando “una mancanza di rispetto verso la tradizione religiosa e il sentimento collettivo del paese”.

Una festa quella in onore di Sant’Antonio Abate, che non rientra in quelle della parrocchia e non è organizzata da un comitato ma si svolge da nove anni per la devozione popolare di diversi cittadini. «Attendevo di essere avvisato, era questo l’accordo – spiega Don Cossu – proprio in relazione alla festa. Invece l’avviso è arrivato troppo tardi. Quest’anno, quindi, soprattutto per impegni istituzionali e per la mancanza del Vicario, non si è fatta la messa dove di solito veniva celebrata. Ho comunque cercato un prete per la benedizione del fuoco. La statua, inoltre, è già in chiesa, era stata voluta da me ed è custodita in una nicchia, dunque è già benedetta». Don Cossu lamenta il mancato confronto. «Mi dispiace dirlo ma queste persone che hanno scritto ai giornali non sono parrocchiani con i quali parlo vis à vis, in nove anni è la prima volta che accade un episodio simile».

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