I prossimi avversari.

Il Frosinone è sesto ma fuori casa arranca: non vince da agosto 

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Il Frosinone si avvicina alla trasferta di Cagliari con l’obiettivo di migliorare il rendimento lontano dallo Stirpe. Analizzando i numeri dei ciociari più da vicino, dei 20 punti conquistati nelle prime dieci giornate, soltanto cinque sono arrivati fuori casa: la vittoria di inizio stagione a Firenze (0-3) e pareggi contro il Genoa (1-1) e l’Atalanta (4-4), oltre alla sconfitta a Napoli (3-0). In casa invece i canarini hanno vinto cinque partite su sei, l’ultima per 2-0 contro il Torino. Ben 16 delle 24 reti segnate sono arrivate dunque dalle partite in casa. La squadra di Massimiliano Alvini, sesta in classifica e in zona Europa, arriva comunque a Cagliari con quattro risultati utili consecutivi e 15 reti realizzate nello stesso periodo.

L’uomo chiave

Tra i giallazzurri saranno sicuramente indisponibili Raimondo e Grillitsch, mentre restano da sciogliere alcuni ballottaggi per quanto riguarda la difesa: Monterisi contende una maglia a Cittadini e Bracaglia è in vantaggio su Terzić a sinistra, a destra potrebbe rientrare Oyono. In attacco resta aperta la scelta del sostituto di Raimondo tra Bîrligea, al momento favorito e inserito nell’elenco dei preconvocati della Romania, e Bobček, chiamato dalla Slovacchia per i prossimi impegni di Nations League. Nessuno squalificato tra i ciociari, il solo Bracaglia è diffidato.

Il punto fermo dello scacchiere di Alvini è Giacomo Calò: contro il Torino il play ha superato gli 80 palloni toccati, più di ogni altro compagno, e distribuito il gioco soprattutto verso le fasce, con 11 passaggi riusciti verso Kvernadze e altrettanti verso Ghedjemis. Questi ultimi, come Schmid, hanno già servito quattro assist in campionato, un dato che fotografa la grandissima qualità del reparto offensivo. Non solo regia, Calò ha tentato anche cinque conclusioni, tutte dal limite dell’area, firmando al 93’ il gol del definitivo 2-0, quinta rete stagionale e quarta nelle ultime quattro gare. Numeri che confermano quanto il centrocampista sia importante nell’organizzazione del gioco di Alvini.

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