L’antico mulino del grano, recentemente acquistato dal Comune con 300mila euro, è stato al centro dell’attenzione dell’atteso appuntamento con Monumenti aperti. Ad attendere i visitatori, i giovanissimi ciceroni che hanno imparato i segreti e gli “ingranaggi” del vecchio mulino: uno straordinario monumento che, con i suoi macchinari e la macina in pietra, rappresenta la storia e la tradizione profondamente legate alla coltivazione del grano e alla panificazione.Dieci i siti visitati fra sabato sera e ieri con la collaborazione delle scuole, Pro loco, Gruppo Folk Nuraghe e OdV Protezione civile Settimo San Pietro. Aperti al pubblico anche il Pozzo sacro sulla collina di Cuccuru Nuraxi, il museo Arca del tempo, le due chiese campestri di San Pietro e di San Giovanni, la chiesa parrocchiale e il sito archelogico di “ S’acua de is dolus”. E, poi le case Baldussi e Dessì, autentici monumenti della civiltà contadina. ( r.s. )
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