Domusnovas.

Il fascino della grotta riscoperta 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

Da meraviglia anonima e non sfruttata, nonostante l’enorme fascino e il riconoscimento come Monumento naturale regionale già nel 1999, a perla turistica ricca di primati, inserita in tutti i circuiti internazionali di promozione ed in grado di generare una decina di posti di lavoro: ha compiuto 6 anni la gestione della grotta di San Giovanni Battista da parte del consorzio Natura Viva Sardegna.

Un compleanno coinciso con l’inaugurazione di 13 nuovi pannelli informativi multimediali del tutto interattivi che permettono ora visite in piena autonomia nella grotta transitabile più lunga al mondo con i suoi 860 metri di sviluppo lineare. «Ci sono 5 anni di lavoro dietro a questo nuovo servizio che ci permette tra l’altro di governare interamente da remoto la grotta grazie ad una completa cablatura in fibra ottica e ad un monitoraggio h24 con infrarossi», ha evidenziato il presidente del Consorzio Fiorenzo Casti durante il taglio del nastro. «È un esempio di ottima gestione di un bene pubblico, - ha osservato l’assessore regionale all’Industria Emanuele Cani - e la Regione non farà mancare il suo supporto». Elogi anche da Alberto Plaisant dell’assessorato regionale all’Ambiente: «Ogni volta che presenzio noto ulteriori novità, servizi e utenti in aumento. È la giusta via per valorizzare questo sito straordinario». La sindaca Isangela Mascia plaude al gran lavoro del consorzio: «Uno staff d’eccezione che ha il merito di valorizzare quello che è un patrimonio identitario del territorio. Continuate così». Si è poi passati alla visita guidata con l’ausilio dei nuovi pannelli informativi. Una visita alla quale hanno preso parte un’ottantina di persone tra le quali anche vari turisti giunti a caso per ammirare la grotta. A fare da ciceroni i tecnici del consorzio che hanno illustrato la geologia del sito e tutte le scoperte fatte finora (tra cui l’età di circa 6 milioni di anni della grotta) grazie al primo triennio di studi scientifici. «Studi geologici e di datazione ed esplorazione che continueranno - ha assicurato Jo De Waele, luminare della speleologia ed a capo dell’equipe di studi: dobbiamo però concentrarci anche sugli aspetti archeologici dato che non è mai stato effettuato alcuno scavo per risalire alle prime presenze antropiche nel sito».

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

• Accedi agli articoli premium

• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?