Il giorno dopo sono solo cenere e rovine, sconforto e conta dei danni. «La mia Jeep è stata completamente incendiata. Ho perso tutto». Nicola Marongiu, 60 anni, è uno dei danneggiati dal rogo che lunedì, a Elmas, nelle zone di Sa Mura e Sa Traia a ridosso della Statale 130, ha distrutto qualsiasi cosa abbia trovato sul suo cammino: parti di case, frutteti, capanni. Anche i camper utilizzati come abitazione da qualche residente che, adesso, non sa più dove andare. I soccorsi hanno impiegato una mezza giornata di lavoro, tutto il pomeriggio e tutta la sera, per contenere la furia delle fiamme alimentate dal vento. E la mattina seguente lo spettacolo è desolante.
Le testimonianze
L’incendio secondo quanto raccontano i cittadini è partito dalla Pedemontana. «Non avrei mai pensato a una cosa del genere», dice Marongiu: «Non mi sono accorto di quel che stava accadendo, mi ha telefonato mia figlia che lavora in un negozio nei pressi del Municipio dicendomi che i clienti parlavano della presenza del fuoco dove abbiamo un terreno». A quel punto «ho chiamato un mio vicino che mi ha detto di correre. Quando sono arrivato ho visto che era tutto bruciato. Sono un tecnico frigorista, vendo arredamenti per bar e ristoranti. Qui avevo ricambi, attrezzature, elettrodomestici e li ho persi. Un danno di almeno 25mila euro, senza contare il terreno. Dovrò cercare di recuperare quel che è necessario per il lavoro».
Il fuoco ha aggredito anche il cortile della casa di Dafne Pistis, 31 anni. La donna se n’è resa conto quando, «a casa con il mio fidanzato e il miei bambini, ho sentito odore di bruciato. Sono uscita e ho visto le fiamme in direzione di Assemini. In quel momento è passata la Protezione civile, che ci ha chiesto di uscire, e dopo pochi minuti il fuoco è arrivato. Il mio ragazzo e alcuni vicini cercavano di spegnere l’incendio, abbiamo usato anche secchi d’acqua». Fabio De Angelis, 36 anni, ha avuto un’esperienza simile: «Le fiamme sono entrate dentro l’abitazione di un mio amico e in quei momenti mi ha telefonato la mia ragazza spiegandomi che le era stato detto di lasciare la casa. Non avevamo mai visto danni così ingenti in questa zona».
Aldo Taccori, 75 anni, si è accorto della colonna di fumo verso le 15,45: si è affacciato e in breve tempo «dalla Pedemontana il fuoco è arrivato qui davanti. Per fortuna non è entrato nel terreno, ma ci hanno comunque fatti uscire e ho dato una mano ai vicini. È stata una giornata terribile, soprattutto per chi ha perso tutto. È stato impressionante è vedere questi alberi completamente bruciati».
La sindaca
Nei momenti più concitati è andata sul posto anche la sindaca Maria Laura Orrù, che ieri ha voluto ringraziare pubblicamente «Prefettura di Cagliari, Corpo Forestale e di vigilanza ambientale, Vigili del fuoco, alla Protezione civile, associazioni di volontariato, Carabinieri, il personale del Comune e a tutti quelli che hanno lavorato senza sosta per contenere l’emergenza e garantire la sicurezza della popolazione». Orrù aggiunge: «Come Giunta abbiamo chiesto il riconoscimento dello stato di calamità naturale e chiederemo un supporto economico alla Regione per affrontare i danni. E faremo quello che possiamo fare per venire incontro alle esigenze dei cittadini».
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