Il focus

Il diesel vola sopra i due euro «Serve un nuovo taglio alle accise» 

La richiesta dei consumatori e delle aziende al Governo Un pieno costa tre euro in più rispetto a una settimana fa 

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Proseguono i rincari per i carburanti alla pompa dopo che lo scorso 3 luglio il governo ha fermato il taglio alle accise. Taglio costato nelle due versioni passate circa 2 miliardi alle casse dello Stato. Protestano aziende e consumatori che chiedono sia ripristinato lo sconto fiscale. Uno sconto che il governo, anche su indicazione della commissione Ue, ha fermato in attesa di vedere come stava procedendo la trattativa per lo sblocco di Hormuz e che, aveva spiegato il ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, era meno necessario dato il calo costante delle quotazioni del greggio dei giorni scorsi. Ma con la nuova escalation Usa-Iran, i prezzi del petrolio tornano a salire.

I prezzi

Il ministero delle Imprese e del Made in Italy ha reso noto che, in base agli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, il prezzo medio dei carburanti in modalità self service lungo la rete stradale nazionale è pari a 1,855 euro al litro per la benzina (il giorno precedente era a 1,852 euro) e 1,941 euro al litro per il gasolio (rispetto a 1,935 euro). Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 1,945 euro al litro per la benzina e 2,023 euro per il gasolio.

Le associazioni

«In termini di spesa», spiega il Codacons «un pieno di verde costa oggi 2,6 euro in più rispetto allo scorso 3 luglio, quando è scaduto il taglio delle accise disposto dal governo, mentre un pieno di diesel è rincarato di circa 3 euro. Al di là dell'entità degli aumenti ai distributori, quel che preoccupa è che l’ondata di rialzi si sta registrando nel periodo in cui si intensificano gli spostamenti degli italiani legati al periodo estivo, e quando i consumi di carburante sono più elevati».

«I sovrapprezzi», spiega Federconsumatori, «si ripercuotono in maniera pesante sulle tasche dei cittadini, con aggravi di +174,80 euro a famiglia in termini diretti, sui pieni di carburante. A questi si aggiungono +159,40 euro di aggravi in termini indiretti, dovuti all'aumento dei costi per il trasporto dei beni di largo consumo che avviene per oltre l'86% su gomma. Cifre che le famiglie avrebbero potuto risparmiare se il governo non avesse deciso di eliminare, prematuramente, il taglio delle accise».

Cna, invece, ritiene necessario «rafforzare il monitoraggio sull’intera formazione del prezzo dei carburanti, dalla quotazione internazionale al prezzo industriale, fino alla distribuzione finale. Trasparenza e tempestività sono indispensabili per evitare che il costo dell'energia continui a comprimere competitività delle imprese e potere d'acquisto delle famiglie».

Infine la Federazione Europea Operatori della Logistica Integrata: «Chiediamo al governo un nuovo intervento per reintrodurre al più presto il taglio delle accise ed evitare questa nuova stangata ampiamente prevedibile».

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