I danni del ciclone Harry protagonisti della prima giornata in Aula dedicata all’esame degli articoli della Finanziaria da 11,6 miliardi di euro. In realtà, proprio con l’obiettivo di discutere dell’emergenza, ieri mattina l’opposizione ha collaborato per velocizzare i lavori della commissione Bilancio sui settemila emendamenti presentati, e per rispettare l’appuntamento con la seduta delle 15.30. La maggioranza ha ringraziato, ma ancora non c’è un’intesa per arrivare a un via libera alla manovra in tempi brevi.
Lo scontro
Al contrario, anche il modo di affrontare l’emergenza divide il Consiglio. Il centrodestra chiede infatti di istituire un fondo per far fronte ai danni già in questa Finanziaria. «Il nostro impegno ad accelerare in commissione era vincolato dalla volontà di trovare risorse per l’emergenza», ha chiarito in Aula il capogruppo di FdI Paolo Truzzu, «è nostro compito fare qualcosa di concreto già nella legge di Bilancio. Va bene aspettare il Governo e la conta dei danni, ma se non iniziamo a mettere qualcosa adesso, c’è il rischio di vedere ristori l’anno prossimo». Quindi, «se vogliamo fare un passo avanti non limitiamoci allo stato d’emergenza. Se noi usciamo dalla manovra senza mettere risorse, stiamo dicendo ai cittadini che ci siamo fermati ai ringraziamenti». Ma la maggioranza tiene il punto. «Se fosse un problema di risorse da allocare nella proposta di finanziaria, io sarei stato il primo a spingere per destinare aiuti, al netto delle spese obbligatorie», ha detto il presidente della commissione Attività produttive Antonio Solinas (Pd), «ma evitiamo strumentalizzazioni: oggi la Sardegna può avere mille problemi, ma certamente non ha quello delle risorse. Il problema riguarda la spesa: ricordo che stiamo ancora pagando i rimborsi per l'alluvione del 2022. Chiedo alla minoranza di non arroccarsi sulle posizioni che stanno tenendo oggi».
Legge ad hoc
Una dichiarazione che fa il paio con quelle rilasciate a margine dall’assessore al Bilancio Giuseppe Meloni: «Occorre fare le cose per bene: anzitutto è fondamentale che il Governo intervenga con lo stato di emergenza e con le prime risorse per tutte le Regioni interessate, in primis la Sardegna, anche perché si accederebbe alla contabilità speciale e a un iter accelerato, derogatorio, sancito dal governo, per la spedita delle risorse». Poi, «una volta che abbiamo il quadro preciso dei danni, noi siamo in grado di poter intervenire. Ma, proprio per questo, è fondamentale chiudere la manovra in fretta e permettere alla Regione di sbloccare le spese, di avere i capitoli liberi dal fardello dell'esercizio provvisorio: il secondo mese va evitato assolutamente». Insomma, «ci sarà tutto il tempo per valutare quali e quante risorse dovremmo finanziare noi e lo si potrà fare o con la variazione o con una leggina ad hoc, ma stanziare oggi risorse alla cieca rischia solo di allungare i tempi».
Punto di equilibrio
I punti di vista sono distanti, ma a fine seduta il centrodestra ha fatto capire bene cosa chiede. «Noi non diciamo di stanziare subito settanta milioni, ma istituiamo un fondo e diamo un segnale almeno con un primo stanziamento», ha risposto Piga a Solinas. Dunque: inserire risorse per i danni non vorrebbe dire stravolgere la manovra. E su questo dettaglio potrebbero trovare un punto d’incontro i due schieramenti. Secondo quanto trapela, la maggioranza e l’assessore Meloni stanno ragionando sull’opportunità di stanziare circa cinque milioni con un emendamento. La Giunta, intanto – lo ha detto l’assessora all’Ambiente Rosanna Laconi – ha già inserito 5,2 milioni a corredo della delibera sulla dichiarazione dello stato d’emergenza.
Il M5S
Sfumata la posizione di Gianluca Mandas, consigliere del M5S: «Bisogna impegnarsi quanto prima per trovare le risorse a sostegno delle famiglie e delle imprese. Che sia in questa finanziaria o nell'assestamento. Ma prima bisognerebbe fare una relazione tecnica dei danni. Facciamo le cose per bene, cerchiamo di capire cosa ha comportato il ciclone Harry e poi in maniera rapida e immediata troviamo le risorse». Ieri in Aula c’era anche la presidente della Regione Alessandra Todde. Ci sarà anche oggi, in qualità di assessora ad interim, per la discussione dell’articolo 2 in materia di Sanità.
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