Assemini.

Il Consiglio si arena (di nuovo) sulle commissioni 

Il presidente Nioi: due gruppi di maggioranza non hanno indicato i nomi 

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Sarebbe dovuta essere una seduta dedicata a canone unico, programmazione e alle risposte ad alcune interrogazioni, ma il Consiglio comunale di Assemini di martedì si è trasformato nel palcoscenico di una crisi di maggioranza ormai impossibile da celare.

La consigliera di maggioranza Elisa Carboni (lista civica “Mario Puddu sindaco”) ha chiesto in apertura l’inversione tra il punto 3 (ricostituzione delle commissioni consiliari) e il punto 4 (approvazione del Documento unico di programmazione). Una richiesta apparentemente tecnica che ha però innescato un duro botta e risposta con il presidente del Consiglio Alberto Nioi (lista “Assemini civica”, confluita nel “Gruppo misto”): «Sta ignorando la richiesta di un consigliere? Ne prendo atto», ha sbottato Carboni di fronte alle esitazioni di Nioi.

L’ammissione

L’episodio ha spinto l’opposizione a chiedere una riunione dei capigruppo, a microfoni spenti, per fare chiarezza. Il sospetto della minoranza: un tentativo della maggioranza di prendere tempo per garantire il numero legale o per sanare fratture interne.

Il momento della verità è arrivato alla discussione del punto sulla ricostituzione delle commissioni consiliari, già saltata lo scorso 3 febbraio. Il presidente Nioi è stato costretto ad ammettere l’impasse: «Mancano i nominativi di due gruppi. Sono costretto a rinviare».

Messo alle strette da un’opposizione, Nioi ha poi fatto i nomi: «Tagliamo la testa al toro: a non aver presentato la lista dei componenti sono il “Gruppo misto” (Maria Ciaccio, Alberto Nioi, Sandro Picciau, Veronica Piras) e la “Lista civica” (Cinzia Melis, Elisa Carboni, Nicolò Farci, Emanuela Pili, Corrado Pintus, Giancarlo Tatti)». Un’ammissione di «onestà» che ha scoperchiato il vaso di Pandora dei malumori interni alla coalizione di governo.

L’affondo

Durissimi i commenti dai banchi della minoranza. Per Diego Corrias la situazione è ormai al limite del collasso: «Siete spaccati. Se non trovate l’accordo su una banalità come le commissioni, figuriamoci sulle cose importanti. Se non avete più una maggioranza, presentate il conto».

Sulla stessa linea Alessandro Casula (Pd), che ha sollevato dubbi sulla legittimità stessa delle commissioni convocate negli ultimi giorni dopo l’ingresso del nuovo consigliere Giancarlo Tatti in sostituzione del dimissionario Riccardo Pilloni: «Le commissioni non hanno brillato per operosità e ora sono decadute. Chiediamo che vengano ricostituite con urgenza per dare dignità al Consiglio».

Niside Muscas ha rincarato la dose sottolineando la gravità del blocco proprio mentre si discutono documenti fondamentali come il Dup: «Abbiamo garantito senso di responsabilità per il bene della città, ma ora viene meno uno strumento di democrazia fondamentale».

Le rassicurazioni

Pronto il chiarimento del presidente Nioi: «Sono stato ripreso per ragioni banali, questioni procedurali che andrebbero conosciute prima di sollevare eccezioni. Da parte mia nessuna reazione, prendo sempre una camomilla al pomeriggio. La consiglio a tutti».

«La mia proposta - ha poi rassicurato Carboni - era volta a una proficua e fluida discussione dei punti all’ordine del giorno. È stato un momento di incomprensione chiarito subito dopo». E Ciaccio aggiunge: «Abbiamo rivolto attenzione a Dup e Bilancio, non c'è stato materialmente il tempo per confrontarsi sulla questione “commissioni” che affronteremo nei prossimi giorni»

Dal canto suo il sindaco Mario Puddu resta fermo e alla domanda se la sua maggioranza sia in crisi oppure no ha risposto con un secco «no».

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