La “caccia” al candidato sindaco unitario del centrodestra è quasi conclusa. «Il tavolo politico decisivo per Quartu è previsto in settimana», annuncia il segretario provinciale di FI, Antonello Picci, che lancia un avvertimento all’avversario: «Il centrodestra metterà in campo una squadra competitiva, per il sindaco uscente Graziano Milia non è una vittoria certa». E sul nome da incoronare come leader non si sbilancia, anche se la scelta sembra restringersi ormai fra Lucio Torru, FdI, e Guido Sarritzu, Udc.
«Nessun ritardo»
Sul ritardo il segretario provinciale degli azzurri minimizza. «L’importante è scegliere bene, non necessariamente in fretta. In questo momento ci sono diversi profili che hanno proposto la propria candidatura, tutti meritevoli», dice Picci. «E poi potrei citare innumerevoli casi di sindaci vincenti candidati un mese prima delle elezioni». Sette liste sicure in coalizione. «E appena avremo il nome del candidato sindaco è naturale che se ne aggiungano delle altre», assicura.
Il toto nomi
I nomi che circolano da settimane sono quattro: Lucio Torru e Guido Sarritzu in pole position. L’ex sindaco Mauro Contini - per i Riformatori - e Roberto Farci - proposto dalla civica Sardegna Forte - le altre due figure emerse in uno degli ultimi incontri fra vertici regionali di partiti e forze politiche di centrodestra. Gli azzurri - a questo giro - non hanno nessuna ambizione nello scacchiere elettorale quartese. «Forza Italia a Quartu rivendica la voglia di cambiamento che è palpabile, basta fare un giro oltre l'ex Convento dei Cappuccini», dice Picci. «Il candidato giusto sarà la figura che saprà interpretare una scelta nuova che guardi ai prossimi dieci anni, l’homo novus, e non è un problema anagrafico. Quartu è un posto meraviglioso, ma direi che chi ci ha amministrato questo non l’ha ancora capito».
Sfida a Milia
Poi la stoccata a Milia. «Il sindaco uscente è sulla scena politica locale da più di 30 anni», dice ancora il segretario provinciale di FI, «io sono fra quelli che lo ringrazierà per il contributo che ha dato alla comunità, ma il futuro non può essere ancora Milia. Spiegheremo l’idea che abbiamo di città partendo dalle innumerevoli promesse non mantenute», aggiunge. Poi fa un elenco di cose «lasciate esattamente così com’erano 5 anni fa: Is Arenas, teatro comunale, Velodromo, 554, Flumini (addirittura peggio di 5 anni fa), Fornaci Picci, il Poetto, bandi per le società sportive promessi e lasciati nel dimenticatoio». In chiusura Picci fa un cenno sul sostegno del Pd a Milia in veste civica: «Credo non sia una buona notizia per la salute di quel partito e di tutto il centrosinistra».
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