La motonave Corsaro è stata già fermata. Nel serbatoio della Borea c’è carburante per un’altra uscita, qualcosa in più contiene quello di Euro 2000. Quando la disponibilità sarà esaurita, i proprietari delle imbarcazioni che accompagnano gli escursionisti sulla costa di Baunei non faranno nuovi rifornimenti. Benché la stagione abbia ancora margini per lavorare, i soci di Mare Ogliastra lines alzano bandiera bianca a causa dei costi esorbitanti del gasolio. Ieri mattina alla colonnina il gasolio agevolato ha toccato 2,06 euro al litro. «Proseguire è insostenibile». Lorenzo Iacono, comandante della Borea, scrive i titoli di coda su una stagione vissuta sulle montagne russe proprio per i continui rincari del carburante. «Abbiamo superato il 60 per cento dei consumi rispetto allo scorso anno».
Motori spenti
Negli ultimi anni si è parlato parecchio di destagionalizzazione, con la politica che ha incoraggiato gli operatori turistici ad allungare il periodo dell’offerta anche in virtù del clima autunnale favorevole e delle presenze di ospiti stranieri. Ma le buone intenzioni, almeno quest’anno, non sono sostenute dai costi vivi. «Siamo arrivati ai massimi storici. Non era mai successo di pagare il gasolio più di 2 euro». Il confronto tra la stagione in corso e la precedente mette in luce aumenti shock: nel 2025 un pieno della Borea poteva costare al massimo 4.140 euro, adesso 6.180 euro. Ovvero, quasi il doppio. «Sono cifre esorbitanti. Abbiamo dovuto fare anche tagli sul personale perché è insostenibile proseguire così», racconta Iacono. Gli operatori turistici confidavano nel credito d’imposta sul caro gasolio. Beneficio fiscale ottenuto dagli autotrasportatori ma non dal settore delle imbarcazioni turistiche. «Dalla Regione ci hanno fatto sapere di non essere stati ammessi. Peccato, poteva essere un aiuto».
Il consigliere
Quello che sta accadendo alle società che garantiscono il trasporto dei turisti verso le cale della costa di Baunei è un campanello d’allarme che le istituzioni non possono ignorare». Lo afferma Luca Mameli, consigliere provinciale delegato al Turismo. «Il caro carburante sta mettendo in ginocchio imprese che rappresentano un anello fondamentale della nostra economia turistica. È necessario portare la criticità all’attenzione della Regione e del Governo, chiedendo strumenti concreti e tempestivi per sostenere gli operatori del settore. Non si tratta soltanto di tutelare singole imprese o posti di lavoro: è in gioco la continuità di un servizio essenziale per l’intero sistema turistico del territorio».
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