«Non sono mai andato a trovarlo in carcere perché quel posto mi fa paura. Mi spaventa, ma mio marito è un uomo pacifico e che non farebbe mai del male a nessuno. Amava i genitori». Sul banco dei testimoni, ieri mattina in Corte d’assise, è salita anche la moglie di Claudio Gulisano, accusato del duplice delitto dei genitori. La donna, piegata dalla sofferenza, ha spiegato ai giudici di non credere in alcun modo che suo marito possa essere un assassino.
«Gigi e Marisa mi hanno sempre voluto bene e volevano bene a nostra figlia», ha ricordato, «e Claudio era molto legato soprattutto alla mamma. Ho sempre lavorato e anche mio marito ha sempre lavorato». La donna, rispondendo alle domande della pm, ha negato che quasi tutto il peso economico della famiglia gravasse sulle sue spalle, ma ha ribadito di essere stata contraria all’apertura del supermercato che, una volta chiuso, avrebbe causato debiti al marito.
In aula c’era anche il figlio maggiore della coppia, Davide Gulisano, che assieme ad altri familiari è costituito parte civile con l’avvocato Gianluca Aste contro il fratello. Alla prossima udienza saranno sentiti dai giudici altri testimoni chiamati dalla difesa. (fr.pi.)
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