Ha partecipato a un bando pubblico per ottenere un posteggio fisso, ne ha ottenuto uno in via San Bartolomeo, ha presentato tutta la documentazione richiesta e ottenuto la concessione. Ma Stefano Di Salvo, titolare del camion bar, si è ritrovato in una posizione priva dei servizi necessari al suo lavoro: mancano l’allaccio alla rete elettrica, a quella idrica e fognaria. «Quell’area – racconta con tono seccato – non era idonea alle mie esigenze, ma mi sono ritrovato comunque a dover pagare miglia di euro di suolo pubblico».
Per lavorare ha utilizzato per un po’ un gruppo elettrogeno, finendo anche al centro delle lamentele dei residenti del condominio la cui parete rappresenta il confine della concessione.
Oltre al danno anche la beffa, dice, perché alle difficoltà sei servizi si lega quella economica: «Il 17 luglio – quando ha ottenuto la concessione – ho versato 1.116,90 euro di cauzione per tre mesi, ho saldato poi il suolo pubblico fino a dicembre e a febbraio l’intera annualità per il 2026». Poi, il 22 ottobre una Pec: «Mi chiedevano altri 3.624 euro per l’integrazione del canone unico giornaliero, da versare entro il 31 ottobre». Una richiesta che ha fatto esplodere la sua rabbia: «Spendiamo soldi su soldi per poi non poter nemmeno lavorare bene. Il messaggio che arriva? O paghi, o stai a casa».
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