«Il loro fallimento è sotto gli occhi di tutto». “Loro” sono il Campo largo, la coalizione «nata per esigenze elettorali, con evidenti differenze culturali e senza un progetto né una visione». I colpi li affonda Claudio Durigon, il sottosegretario al Lavoro e vice della Lega che ieri a Cagliari ha riunito il direttivo regionale. Nessuna preoccupazione sulla salute del partito: «Dobbiamo continuare a fare ciò che abbiamo sempre fatto, cioè politica, vuol dire stare vicino ai cittadini». Non manca un po’ di fuoco amico su FdI (che rifiutò il Solinas bis e impose Truzzu): «Alle Regionali del 2024 sono state sbagliate la modalità e la scelta del candidato presidente».
Il parterre
Oggi la Lega, lontanissima nell’Isola dall’irripetibile (per ora) 11,40% del 2019, può contare «su un migliaio di iscritti», dice il coordinatore sardo Michele Ennas, che “scorta” Durigon nella missione sarda. Ci sono anche Alessandra Zedda, la donna di punta del partito nell’Isola, consigliera in Comune a Cagliari, e il deputato Dario Giagoni. Ovviamente nessuna traccia di Alessandro Sorgia, che alle Regionali di due anni fa ha conquistato l’unico scranno andato alla Lega ma ad agosto 2025 ha lasciato il Carroccio. «Noi l’avevamo eletto ma se n’è andato. È un peccato. Chi sta con noi, deve credere nel partito. Ma le colpe, come nei matrimoni, sono sempre divise». In sala pure l’assessore di Olbia, Vanni Sanna, l’ex segretario sardo Michele Pais e Lina Lunesu che in Senato, nel 2020, prese il posto di Christian Solinas in quota Lega-Psd’Az.
Gli obiettivi
Durigon non parla di rilancio, per la Lega. «Continuiamo sulla linea dell’organizzazione che abbiamo avuto. Certo, possiamo migliorarla, siamo qui per sentire i nostri dirigenti e capire le cose che servono ai sardi e alla Sardegna, in modo che possiamo dare ancora più risposte. Questa regione mi è tanto cara anche per le mie vacanze». E a domanda precisa sul fatto che l’11,40% sia oggi fantapolitica, Durigon difende il Carroccio riaprendo la querelle elettorale del 2024: «Sul candidato presidente c’è stata una gestione sbagliata che ha fatto male un po’ a tutti i partiti. Abbiamo perso quando invece sembrava una vittoria scontata». Durigon esclude che due anni fa sia stata la Lega a fare disgiunto, facendo convergere da destra preferenze su Todde, come certificato con l’analisi del voto dell’Istituto Bruno Leoni. «Impossibile che il nostro partito abbia aiutato una esponente dei Cinque Stelle e del Campo largo. È invece successo che la nostra coalizione sia partita tardi: abbiamo tergiversato e dato agli elettori una visione sbagliata. Quando mostriamo compattezza, vinciamo. Basta guardare in Calabria, Veneto e Lombardia».
Crosetto e Vannacci
Sul caso del ministro della Difesa, bloccato una notte a Dubai per via della guerra e poi tornato con un aereo militare «pagando il biglietto tre volte tanto la tariffa ordinaria per evitare polemiche», ha detto Crosetto stesso, Durigon osserva: «Si tratta di una vicenda privata e che tale dovrebbe rimanere. Invece c’è stata strumentalizzazione». Più pepato il commento sull’ex generale che con il Carroccio è stato eletto nel Parlamento europeo, poi da un mese sta andando per la propria strada dopo aver fondato Futuro nazionale. Durigon non crede nell’allargamento del centrodestra a Roberto Vannacci: «È andato via dalla Lega dicendo di non essere d’accordo con la linea del Governo, quindi dovrebbe continuare l’allontanamento». Ogni altro scenario convertirebbe l’Esecutivo «in un poltronificio».
Scenario sardo
Durigon non tentenna sul fatto che «siamo pronti a tornare alle urne in caso di voto anticipato», se il Tribunale di Cagliari, in secondo grado, dovesse dichiarare la decadenza di Todde. «Il centrodestra è sempre stato centrodestra. Abbiamo avuto anche periodi bui, ma sempre dimostrato che sappiamo guidare il Paese e le Regioni». Ennas, che ugualmente parla di «collasso del Campo largo», detta l’agenda della Lega sarda: «Stiamo lavorando insieme a tante persone nuove, con i coordinamenti che si occupano di temi specifici, come lavoro, sanità, autonomia e rafforzamento dei territori». Alessandra Zedda aggiunge «i trasporti, perché la gente deve vederci come siamo, un partito che si occupa di bisogni reali». E Giagoni: «Il nostro compito è trasformarli in atti, leggi e risposte».
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