Il blitz è scattato ieri mattina quando il sole non era ancora sorto. Le silenziose campagne tra Carbonia, Bacu Abis e Cortoghina si sono animate all’improvviso verso le 4. Le camionette dei carabinieri, le unità cinofile e gli elicotteri hanno infatti accerchiato in pochi minuti il campo nomadi a ridosso della vecchia stazione FS di Barbusi ormai abbandonata e vicino alla quale spicca anche una palazzina occupata da alcune famiglie rom. L’obiettivo era trovare e arrestare i due presunti
Una manovra a tenaglia messa in pratica dai militari della compagnia di Carbonia con l’aiuto dei colleghi del gruppo scelto dei Cacciatori di Sardegna, dei reparto cinofili del nucleo di Abbasanta e dell’undicesimo Nucleo Elicotteri dei Carabinieri di Elmas.
Operazione
L’operazione non è stata certo facile: il campo nel quale soggiornano alcune decine di famiglie è raggiungibile solo da una vecchie stradina sterrata che parte a ridosso del sottopassaggio della linea ferroviaria. L’elicottero dei carabinieri si è avvicinato a bassa quota svegliando di soprassalto i residenti di Barbusi e della frazione di Caput’Acquas situata a ridosso dell’insediamento.
Zona impervia
Ieri notte decine di militari hanno dovuto farsi strada non senza difficoltà nell’oscurità per trovare i due accusati. Siamo in un area alle porte della città di Carbonia, visibile dalla strada provinciale 2 che arriva nel capoluogo Sulcitano. Luogo noto per diverse operazioni e perquisizioni come quella avvenuta lo scorso gennaio dove fu rinvenuta una pistola semiautomatica calibro 7,65 con matricola abrasa rinvenuta in una roulotte, di uno dei presunti sicari. Le perizie balistiche hanno ricondotto l’arma ai colpi esplosi contro Pusceddu lo scorso agosto a Budduso.
Nell’oscurità
Ma quelle campagne sono nel mirino dei residente della zona da tempo. L’area è infatti nota per l’immensa discarica abusiva realizzata nel corso degli anni. Talmente pericolosa da aver fatto mobilitare a più riprese i comitato locali per chiedere una bonifica urgente.
Attorno alle roulotte si trova di tutto: da elettrodomestici abbandonati e sventrati fino a decine di carcasse di auto e veicoli commerciali frutto di furti nel territorio.Un area che da anni è stata segnalata dai residenti di Barbusi e della stessa frazione di Caput’Acqas, costretti a sopravvivere ai continui incendi di rifiuti che costantemente si verificano nella zona con nubi tossiche che si riversano verso le abitazioni.
Si tratta del terzo campo rom nato a Carbonia. Dopo il primo e storico di Sirai all’ingresso della città dove il mese scorso un incendio ha raso al suolo due baracche e a ridosso della prima parte del campo colpita lo scorso anno da un devastante incendio che ha colpito l’area, in cui sono presenti una infinità di rifiuti e resti del vecchio campo abbandonato.
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