Andrea Mascia ha volato centinaia di volte nella rotta tra Cagliari e Olbia. La stessa che da venerdì 3 luglio, due volte alla settimana, effettua sino a fine agosto Aeroitalia, la compagnia aerea che gestisce la continuità territoriale. I numeri sono risicati: il giorno dell’esordio una decina di passeggeri su Alghero e circa 15 su Olbia, quasi identici a quelli di lunedì sorso (8 su Alghero, 17 su Olbia). Per Mascia, ex comandante Meridiana con migliaia di ore alla cloche «i collegamenti interni operati tra i due aeroporti del nord Sardegna e il capoluogo, sono solo propaganda o più elegantemente, marketing persuasivo». L’aspetto economico sarebbe in secondo piano rispetto al collocamento logistico degli aerei che devono essere trasferiti a seconda delle necessità. Pochi passeggeri paganti, però, sono meglio di niente.
Alla cloche
Mascia, cagliaritano di 59 anni, ha avuto la fortuna, come poche altre decine di ragazzi sardi, di vincere le borse regionali per piloti di aerei o elicotteri. Brevetto nel 1988, commerciale e strumentale, poi il passaggio macchina in America sul Learjet 35 e il ritorno in Italia per l’aviazione generale ai comandi degli aerei di Giuseppe Ciarrapico, ex senatore oltre che presidente della Roma, che si occupavano delle rotte gestite dall’Alitalia. Nel marzo 1990 l’assunzione in quella che al tempo si chiamava Alisarda, i voli con il Dc9 50, gli Md 82 e gli Airbus. «La mia prima tratta con la storica compagnia di Karim Aga Khan – ricorda – fu proprio Olbia-Cagliari-Bologna-Catania. Quell’anno i collegamenti erano quotidiani, l’anno successivo due al giorno».
La storia
L’altra destinazione interna era gestita dall’Ati nella tratta Cagliari Alghero. «Questo servizio oneroso – ricorda Mascia – era riservato a pochi passeggeri. I voli tra Cagliari, Fertilia e Olbia, infatti, erano collegamenti indiretti da o per altre destinazioni. Il volo Alghero Cagliari era in realtà un volo Torino Cagliari con scalo a Genova e Alghero peraltro un volo che ebbe un tragico incidente sulle montagne di Capoterra. Il collegamento Cagliari Olbia, era il primo segmento del volo IG 631 Olbia Bologna con stop a Cagliari. Il primo rientro era intorno alle 13 con l’aeroplano che rientrava da Bologna sempre via Cagliari e il secondo, nel tardo pomeriggio sempre via Cagliari e proveniente da Pisa. Non c’era mai un riempimento tale da giustificare un collegamento dedicato esclusivamente a questa linea».Per l’ex comandante Mascia il giudizio è tranchant. «Due collegamenti inutili per chi si sposta per lavoro o per motivi di salute».
Pro e contro
Le frequenze bisettimanali e gli orari, che non consento l’andata e il ritorno in giornata, non sono funzionali alle esigenze dei sardi costretti a trasferirsi per lavoro o per salute. Di contro, c’è da dire che le tariffe sono molto convenienti se confrontate con l’auto e consentirebbero inoltre di bypassare la roulette russa della Carlo Felice, con tutti i suoi pericoli e imprevisti. In auto, da Cagliari a Olbia si impiegano poco meno di tre ore, in treno tre ore e mezza, in aereo mezz’ora di volo, con procedure di imbarco accelerate grazie al fast track gratuito, a cui bisogna aggiungere i tempi di imbarco di almeno un’ora. Aeroitalia, per le due tratte interne, usufruisce di uno sconto del 50% sui costi aeroportuali,la differenza, coperta dalla Regione, cambia da aeroporto ad aeroporto e sarà calcolata a consuntivo. A metà luglio è in programma un incontro tra l’assessorato ai Trasporti e i colleghi della Corsica per cercare di integrare e sviluppare altri collegamenti.
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