La polemica

I vannacciani: «Meloni ci attacca? Grazie» 

Oggi e domani la kermesse di Futuro nazionale. Assenti i big del centrodestra 

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Il generale si prepara alla costituente di Futuro nazionale in un clima rovente. Dopo l'attacco in Aula di Giorgia Meloni, i vannacciani raccontano di una premier «sotto pressione» e pungono: «Ci ha fatto un regalo». Mentre i partiti di centrodestra tengono il punto. E in una telefonata tra leader, definiscono una linea comune per l’assemblea di FnV.

1500 delegati

La presidente del Consiglio, Antonio Tajani, Matteo Salvini e Maurizio Lupi - tutti invitati alla kermesse - decidono di non partecipare direttamente né con prime linee: preferiscono inviare loro rappresentanti, evitando di aprire ufficialmente al partito di Roberto Vannacci. È certo, però, che dopo lo scontro parlamentare, il generale continua ad agitare i partiti di centrodestra. Oggi comunque all’auditorium della Conciliazione si prevede il tutto esaurito, con circa 1500 delegati da tutta Italia a battezzare ufficialmente la creatura politica di Vannacci, che concluderà la due giorni romana chiamata a definire la struttura del partito. Intanto c’è chi prova a buttare giù degli slogan: «Il problema è l’Europa, la soluzione è l’Italia».

«Come Afd»

I vannacciani si propongono come «spina nel fianco» del centrodestra, pur restando «sempre disponibili come interlocutori, ma a partire dalla linea rossa che tracceremo con la Costituente». E la tensione nel centrodestra resta alta. Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione di FdI, insiste: «Spaccano il centrodestra per aiutare la sinistra a vincere». E «se continuano a votare come la Schlein, Boldrini e Ricciardi, mi sembra evidente la scelta che hanno fatto». E per il vicesegretario della Lega Claudio Durigon «il centrodestra esiste dal ’96 e chi vuole fare consenso da fuori non può pensare di entrare dalla porta di servizio». Ma i vannacciani tengono la premier nel mirino: per Edoardo Ziello «vuole costruire lo stesso cordone sanitario, intorno a Futuro Nazionale, che il suo amico Merz ha fatto nei confronti di Afd in Germania».

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