Garlasco

I pm, inchiesta chiusa:  «Sempio uccise Chiara con odio e crudeltà»  

Ora l’indagato accederà al fascicolo d’accusa: venti giorni di tempo per la linea difensiva 

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Pavia. Chiusa l’inchiesta sul delitto di Garlasco. A 24 ore dalla scena muta di Andrea Sempio davanti ai pm, ieri pomeriggio al 38enne e ai suoi avvocati è stata notificata la chiusura delle indagini per l’omicidio di Chiara Poggi, commesso il 13 agosto 2007. L’amico del fratello della vittima è accusato di aver ucciso da solo, per motivi abietti e con crudeltà: rischia l’ergastolo.

Il fascicolo

Con l’avviso di chiusura indagini, preludio alla richiesta di rinvio a giudizio, la Procura di Pavia annuncia anche il deposito degli atti di indagine: una mole di diverse migliaia di pagine contenenti gli elementi acquisiti con le indagini tradizionali e le varie perizie eseguite nell’ultimo anno. Ora la difesa di Sempio, composta dagli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia, potrà conoscere nel dettaglio le carte su cui si basano le accuse a suo carico e ha 20 giorni di tempo per presentare memorie, produrre documenti, chiedere nuove indagini o chiedere un ulteriore interrogatorio per il proprio assistito.

Nel fascicolo l’analisi delle tracce di sangue e delle impronte sulla scena del crimine, la nuova perizia anatomo-patologica, l’esame approfondito dei dispositivi elettronici: dal computer in uso a Chiara e Marco Poggi ai device degli amici di allora fino ai due telefonini, un pc portatile e diversi documenti più o meno significativi che sarebbero stati sequestrati al papà di Michele Bertani, amico di Sempio morto, apparentemente suicida, nel 2016.

«Nessun elemento nuovo»

Finora delle carte in mano alla Procura si sono avute soltanto poche e parziali indiscrezioni. La più recente, due giorni fa, la captazione ambientale di un soliloquio in cui, nell’aprile di un anno fa, Sempio ammetterebbe di aver parlato al telefono con Chiara Poggi a proposito di un video che la riguarda e che sarebbe stato contenuto in una chiavetta Usb, elementi all’epoca non ancora di dominio pubblico e ripetutamente negate dall’indagato. Per la difesa, quelle parole erano il commento a una trasmissione tv o un podcast.

«L'avviso – ha commentato l’avvocato Cataliotti su Canale 5 – conferma l’imputazione contenuta nell’invito a comparire. Quanto alla portata della accusa, la più pesante che possa esserci nel nostro sistema penale, non c'è nessuna novità. Ne sapremo di più quando avremo accesso al fascicolo, contenente le prove che hanno supportato questa pesante imputazione».

Atto alla Procura generale

Una nota della Procura conferma anche che l’atto informativo contestato a Sempio mercoledì sarà trasmesso alla Procura generale di Milano, ai fini di un eventuale processo di revisione per Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni come unico esecutore del delitto.

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