Andrà in scena di sera, come tanti anni fa, per allietare i turisti in ferie nell’Oristanese. Ma non solo: ci saranno in acqua anche tanti bambini e ragazzi, segno che a Santa Giusta la Regata de Is Fassonis non morirà.
Sono solo due delle novità della storica sfida a colpi di remi, lo spettacolo di fine estate sulle rive della laguna in programma il 22 agosto. Inoltre quest’anno quattro imbarcazioni di giunco saranno realizzate dai bambini.
I giovani
Nello stagno di Santa Giusta, in questi giorni, non si vedono solo i pescatori ma anche i giovanissimi che saliranno sui fassonis per partecipare alla tradizionale regata lungo un percorso di circa 600 metri. Si allenano in vista del grande giorno. Inoltre 15 ragazzini, tra i 10 e i 15 anni, stanno lavorando nei locali dell’ex ittiturismo per costruire le imbarcazioni in giunco, che utilizzeranno alla regata. «È un modo per far conoscere la storia e la tradizione del paese ai più piccoli, i futuri regatanti - spiega Antonio Putzu, presidente dell'associazione Is Fassoneris che organizza l'evento assieme alla Pro Loco - Fino a pochi anni fa i partecipanti erano pochi, gli anziani avevano deciso di ritirarsi a causa dell’età avanzata, ecco perché l'associazione aveva iniziato a coinvolgere i giovani del paese». E l’obiettivo sembra sia stato raggiunto. «Sapere che la nostra storia non morirà ci rende orgogliosi – aggiunge -I giovani che in questi giorni sono impegnati sia nella realizzazione di quattro nuovi fassonis sia nella conduzione hanno partecipato anche alla raccolta delle canne. Devono essere coinvolti il più possibile, solo così riusciamo a mantenere viva la nostra storia».
La regata
Domenica 22 agosto si sfideranno 25 regatanti, tra ragazzi e adulti, ma ci sarà anche una esibizione dei più piccoli. E non mancherà nemmeno la sfida sui cius, le barche piatte in legno e metallo. Sarà come sempre un ritorno al passato, quando i pescatori trascorrevano ore e ore sopra le barche per portare a casa chili di pesce. Prima ci sarà la gara a remi, poi quella a cantoi: i partecipanti dovranno dimostrare forza ed equilibrio stando in piedi sopra la barca con in mano un lungo bastone formato da tre canne fasciate assieme. Anni fa i regatanti si erano fatti conoscere anche oltre mare. Nel 2003 erano volati persino in Perù, nell’ambito di un gemellaggio tra Santa Giusta e le comunità di Huanchaco e Puno, giustificato dalla forte similitudine tra l’imbarcazione lagunare e quelle peruviane caballitos de totòra. Ma anche a Barcellona. «L’obiettivo è farci conoscere oltre i confini dell’Isola in modo da attrarre i turisti a casa nostra - spiega Putzu - Intanto, il 24 e il 25 luglio saremo ospiti a Galtellì per la festa del cedrino. Dimostreremo ciò che sappiamo fare sopra le barche. Per noi sarà un onore».
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