«Lyrica e Rivotril sono due farmaci con precise indicazioni per determinate patologie, ma se assunti per usi “ricreativi” i rischi sono alti, soprattutto in combinazione con altre sostanze. E possono creare dipendenza». Marco Pistis, professore ordinario di Farmacologia dell’Università di Cagliari, spiega gli effetti collaterali dell’abuso dei medicinali venduti illegalmente nelle piazze del centro del capoluogo. «Lyrica viene utilizzato soprattutto come antiepilettico», aggiunge, «ha un meccanismo d’azione per cui riduce l’attività delle cellule nervose. Viene ricercato fuori dagli usi clinici perché dà un effetto sedativo e rilassante e ha effetti potenzialmente pericolosi se assunto insieme ad altre sostanze come l’alcol». La pericolosità, dunque, non dipende solo dal farmaco ma anche dal suo utilizzo. «Spesso Lyrica è assunto anche per attenuare l’effetto ansiogeno delle droghe stimolanti come la cocaina», racconta Pistis. «Il Rivotril, invece, viene prescritto per ridurre l’ansia e facilitare il sonno», prosegue, «ma ormai se ne fa un abuso comune, già dai tempi del Covid. Può provocare sonnolenza e dipendenza». Ancora diverso il caso dell’ossicodone: «È un oppioide usato come analgesico, soprattutto per dolori molto gravi. Se ne fa, però, un uso illegale diffusissimo e in tanti ne sono diventati dipendenti». In tutti i casi, l’abuso di questi farmaci è pericoloso: «Possono avere gravi effetti sedativi, provocare difficoltà respiratorie o stati simili al coma. Nel caso degli oppioidi si rischia anche l’overdose», conclude il docente.
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