Inferno sulla 125

I pericoli della strada del mare: «Velocità e sorpassi, troppi rischi» 

La sindaca di Sinnai Pusceddu: complicato trovare soluzioni L’arteria verso il Sarrabus è rimasta chiusa per molte ore 

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«Purtroppo non è il primo incidente mortale che accade all’uscita di quella galleria, è una strada pericolosa». Lo sottolinea Barbara Pusceddu, sindaca di Sinnai, preoccupata dopo il terribile schianto di ieri sulla 125 Var nella frazione di Solanas e che ha bloccato una delle strade più trafficate dell’estate sarda. A causa dello scontro, infatti, è divampato un incendio nella vegetazione lungo la statale. Inevitabile la chiusura in entrambe le direzioni nel tratto compreso tra il chilometro 8 e il chilometro 14. Sono intervenuti i Vigili del fuoco, il Corpo forestale, i barracelli e alcuni volontari. Sono stati impiegati anche i mezzi aerei, un Canadair e tre elicotteri della flotta regionale: uno proveniente dalla base di Villasalto, un altro da Pula e il Super Puma di Fenosu.

Gli interventi

Per tutta la durata delle operazioni, il tratto della Orientale sarda è rimasto chiuso. Il traffico è stato deviato sulla litoranea, sulla Provinciale 20 e sulla Provinciale 17. Una situazione che ha messo ulteriormente in apprensione la sindaca di Sinnai: «Parte della Provinciale 17 attraversa il centro abitato di Solanas che non è abituato a sostenere una simile viabilità», ha spiegato. Sono state lunghe ore anche per chi era in spiaggia e ha assistito da vicino ai rifornimenti dei mezzi aerei impegnati nel domare l’incendio. «È assolutamente necessario mantenersi a debita distanza dalle zone di caricamento dell’acqua da parte dei mezzi aerei», è stato l’appello della stessa Barbara Pusceddu sui social, «intralciare le manovre di pescaggio mette a rischio l'incolumità dei piloti, dei soccorritori e dei bagnanti stessi, oltre a rallentare i soccorsi a terra». In mare è intervenuto anche un equipaggio del SubSinnai a bordo di un gommone per pattugliare l’area e invitare tempestivamente chi è in acqua a liberare lo spazio necessario per le operazioni. Il rogo è stato messo sotto controllo già nel pomeriggio di ieri, ma per spegnerlo definitivamente Vigili del fuoco e Corpo forestale hanno dovuto lavorare fino a tarda sera.

Sicurezza

L’incidente mortale di ieri ha riacceso nuovamente il dibattito sulla pericolosità della 125 Var, strada che durante l’estate viene presa d’assalto – soprattutto il fine settimana – da cagliaritani e turisti diretti verso le spiagge della costa orientale dell’Isola. Meno di un anno fa, perse la vita Francesco Pintus, il militare di Meana Sardo coinvolto in un terribile schianto all’altezza di Geremeas. Nel 2022, furono invece due gli incidenti all'uscita della galleria Arcu Sa Porta: un tamponamento con quattro auto coinvolte e un frontale con tre feriti gravi.

«Purtroppo la 125 Var è una strada a due corsie e non a quattro, come invece la 554», dice Barbara Pusceddu, «chiaramente diventa una strada a scorrimento veloce e in prossimità delle gallerie il pericolo aumenta ulteriormente. Ricordo diversi episodi proprio in quel punto esatto. Non sappiamo ancora le cause dell’incidente di ieri, ma purtroppo in eventi di questo tipo entra spessi in gioco anche la componente umana: velocità sostenuta, sorpassi azzardati, ma anche la scarsa visibilità all’uscita delle gallerie». Il discorso per provare a rendere la statale più sicura è sempre aperto: «Dialoghiamo continuamente con l’Anas, i tecnici della Città Metropolitana e gli altri Comuni, ma le soluzioni non sono facili. Non si possono inserire i dissuasori, mentre mettere gli autovelox è complicato. Nelle gallerie ci sono le telecamere, ma non sempre gli automobilisti ne tengono conto».

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