Nuoro.

I pediatri sul piede di guerra 

Anna Mulas: i bambini tanti e noi pochi, sei ambiti scoperti in Barbagia 

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Gli specialisti che aderiscono alla Federazione italiana medici pediatri di Nuoro e Ogliastra bocciano la bozza della Riforma Schillaci sul riordino dell’assistenza primaria territoriale e lanciano l’allarme per le carenze d’organico in gran parte della Provincia. A farsi portavoce dei malumori di un’intera categoria è Anna Mulas, segretaria provinciale della Federazione che traccia un bilancio impietoso per il nuovo disegno di legge al vaglio delle Camere. «Si tratta di un decreto – dice la specialista traducendo il malumore dei colleghi – che porterà a una pediatria senza volto e anima e allo smantellamento della sicurezza sanitaria delle famiglie e a una privatizzazione del sistema sanitario», evidenzia la specialista: «Il tutto non potrà che continuare a indebolire il sistema sanitario pubblico».

Forti i dubbi della segretaria provinciale Fimp che non lesina critiche sulle modalità con cui è stato stilato il decreto del Ministro della salute: «Siamo davanti ad un modello che non si adatta alle esigenze locali - dice Mulas - e viene snaturato per rispondere a rigidi orari e algoritmi applicati senza contrattazione e, per di più, senza copertura finanziaria».

Troppi bambini da assistere

E oltre alla mala gestione dei fondi Pnrr secondo Mulas le criticità sarebbero da ricercarsi anche nell’estensione del numero dei pazienti da assistere: «Portare il loro numero a 1500 e l'età di pertinenza ai 18 anni è un problema insormontabile - sottolinea Mulas -. Mentre in città 1500 pazienti significano qualche centinaio di metri da percorrere, in Barbagia per raggiungere tale numero il pediatra deve coprire una miriade di paesi».

Forti i dubbi anche sulle nuove case della Comunità: «Il pediatra dovrà garantire al loro interno un numero minimo di 6 ore settimanali, a fronte di poche strutture. I turni - precisa Mulas - copriranno una giornata ma non potranno sostituire la conoscenza profonda della storia clinica di un paziente e della sua famiglia».

Dalla parte dei piccoli

Nell’analizzare «una autonomia che va difesa a tutela dei più piccoli» Mulas snocciola dei dati impietosi per la Provincia, dove le sedi scoperte sono 6, e fra cui spiccano l’ambito 3 (Mamoiada- Orgosolo), il 6 (Fonni-Gavoi-Lodine-Ollollai), il distretto di Macomer (Birori-Borore-Dualchi-Macomer-Noragugume-Sindia), il distretto di Siniscola (Irgoli-Galtellì-Loculi-Onifai) e quello di Sorgono (Austis-Ortueri-Ovodda-Sorgono-Teti-Tiana-Tonara). Si aggiunge l’ambito 15 (Aritzo-Atzara-Belvì-Desulo-Gadoni-Meana sardo). «Inutile negarlo - insiste Mulas - mancano colleghi che siano pronti ad impegnarsi in una sede disagiata con tutti i costi che questo determina, anche a fronte di pochi residenti. Le agevolazioni non bastano».

L’appello

La Fimp propone soluzioni immediate: «Se il bando dello scorso marzo non coprirà nessuno degli ambiti scoperti, i 12 colleghi dell’Asl 3 potranno accettare le iscrizioni dei bambini delle sedi carenti se non hanno raggiunto il massimale di 1000 iscritti. I sacrifici per le famiglie saranno tanti, ma è l’unica via possibile, a causa di un contratto che prevede che lo studio del pediatra sia solamente nell’ambito di pertinenza».

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