Iran

I pasdaran nelle case dei manifestanti 

E il capo della magistratura annuncia «processi rapidi» con condanne a morte 

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Teheran. Il regime iraniano continua a resistere alla piazza, con una sfida agli Stati Uniti. Le proteste che stanno travolgendo il Paese vengono represse anche con l'intimidazione, oltre alla violenza, con irruzioni dei pasdaran nella case delle famiglie dei manifestanti uccisi, secondo quanto denunciano le opposizioni. E cresce l'allarme per la ripresa delle impiccagioni: il capo della magistratura ha promesso «processi rapidi», che potrebbero portare alla pena capitale. Nonostante il monito di Donald Trump a non imboccare questa strada.

Per la seconda volta in pochi giorni le autorità di Teheran hanno convocato per le strade migliaia di persone, che si sono radunate per i funerali di oltre 100 membri delle forze di sicurezza e altri «martiri» uccisi durante le proteste.

Le riprese della tv di Stato hanno mostrato la folla sventolare bandiere della Repubblica Islamica durante la cerimonia e sono apparsi striscioni con la scritta “Morte all'America”. Oltre a foto della Guida Suprema Ali Khamenei e del presidente americano, con il volto insanguinato dopo l'attentato nel 2024. E la didascalia: «Questa volta non lo mancheranno».

Il video del giudice

Il capo di stato maggiore dell'esercito Abdolrahim Mousavi, anche lui in piazza, ha denunciato un «livello di distruzione mai visto» a causa dei «rivoltosi». L'altra immagine simbolo a beneficio del regime è quella del capo della magistratura, Gholamhossein Mohseni, ripreso seduto nella grande stanza di una prigione mentre interroga personalmente un uomo in uniforme grigia da carcerato il cui volto è sfocato. «Se qualcuno ha dato fuoco a una persona, l'ha decapitata e poi ne ha bruciato il corpo, dobbiamo fare il nostro lavoro in fretta», avverte Mohseni, promettendo processi «rapidi e pubblici». Processi «farsa», secondo gli attivisti in difesa dei diritti umani, che temono che adesso riprendano le impiccagioni.La prima esecuzione, del 26enne Erfan Soltan, sarebbe già dovuta avvenire, ma della sua sorte non si sono avute notizie. Sul fronte delle proteste, tra i tanti abusi denunciati, il canale satellitare basato a Londra Iran International ha riferito di blitz delle milizie delle Guardie rivoluzionarie nelle abitazioni dei familiari delle vittime, tra spari e insulti. Con l'ordine di raccogliere i corpi dei loro congiunti e seppellirli rapidamente e in privato. Inoltre, secondo l'ong Hrana, almeno 97 manifestanti sono stati costretti a confessare crimini con la forza, spesso con la tortura. Anche loro rischiano la pena di morte.Tutto questo mentre gli ospedali e i pronto soccorso sono sovraffollati. E continua a crescere il bilancio dei morti accertati, fornito quotidianamente dalla ong norvegese Ihr: sono almeno 3.428, anche se tutte le fonti non legate al regime concordano che sono molte di più. Continua anche il blackout del web, che potrebbe durare ancora per una-due settimane. Starlink di Elon Musk starebbe offrendo gratuitamente il suo servizio di connessione via satellite.

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