«Ancora prima delle valutazioni di natura tecnica e normativa, tutti elementi in campo e ancora aperti, ciò che può concretizzarsi in Sardegna con la gestione unica degli aeroporti, rischia di andare contro la Specialità e l’Autonomia della nostra Isola che su aspetti decisivi e fondamentali come il diritto alla mobilità, delle persone e di un popolo, hanno creato aspettative ben diverse rispetto al possibile scenario del monopolio». A riflettere sulla prospettiva degli scali sardi è Mario Medde, storico segretario generale della Cisl. E adesso che il fondo Ligantia F2i, vista la delibera approvata dalla Giunta Todde, sembra sempre più vicino a diventare azionista di maggioranza pure a Cagliari dopo Alghero e Olbia, le parole di Medde diventano doppiamente un monito.
Quella di Medde è una posizione personale, pubblicata anche sul proprio blog Libertades. «Con un unico fornitore di servizi aeroportuali – ragiona Medde – il rischio è l’esercizio di un potere di influenza sui prezzi e sulle condizioni della stessa attività degli scali». Medde, insomma, solleva più di un dubbio sulla possibilità di uno sbilanciamento tra diritto pubblico alla mobilità e i profitti propri di un fondo di investimento. «L’esempio storico delle privatizzazioni degli asset produttivi italiani più importanti non è certo di buon auspicio – sottolinea Medde –. Oggi Sogaer, titolare della concessione nello scalo del capoluogo, è detenuta al 94,4% dalla Camera di commercio di Cagliari e Oristano, cioè un ente pubblico non economico, sottoposto principalmente alla vigilanza del Ministero delle Imprese e del Made in Italy». ( al. car. )
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