Effetto domino

I migranti indietro anche da Finlandia e Svezia 

Le cancellerie hanno annunciato il trasferimento dei “dublinanti” verso l’Italia 

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Si allarga la platea di cancellerie che annunciano l'intenzione di trasferire - o l'avvenuto trasferimento - dei dublinanti verso l'Italia. Dopo Germania, Svizzera e Austria, anche Finlandia e Svezia hanno confermato all'Ansa di voler «applicare le norme come previsto» dal nuovo Patto Ue su asilo e migrazione, entrato in vigore il 12 giugno, e di aspettarsi che «tutti i Paesi membri adempiano ai propri obblighi». Roma compresa.

Francia e Spagna

Al contrario dei Paesi nordici, al momento la Francia - fanno sapere fonti informate a Parigi - ha deciso di «non unirsi ai Paesi» che stanno rimandando i migranti in Italia. Le richieste previste dal nuovo Patto non riguardano solo l'Italia, ma tutti i Paesi di primo approdo dei migranti, come anche la Grecia o la Spagna. Fonti del ministero dell'Interno di Madrid - cui nel 2025 spettavano poco più di 10mila dublinanti - hanno riferito di voler gestire la questione attraverso i meccanismi di solidarietà europei previsti dall'accordo, «piuttosto che ricorrere a espulsioni o restrizioni bilaterali isolate». Helsinki invece ha spiegato che «l'entrata in vigore del regolamento Ue sulla gestione dell'asilo e della migrazione consente la ripresa dei trasferimenti» e che «tali trasferimenti verso l'Italia sono attualmente in fase di preparazione». L'ufficio stampa del ministero degli Interni finlandese ha sottolineato «la cooperazione e il dialogo con l'Italia nel corso degli anni», insistendo che «per la Finlandia è fondamentale che le norme sulla responsabilità per l'esame delle domande di asilo siano applicate come previsto e che tutti gli Stati membri dell'Ue adempiano ai propri obblighi ai sensi del Patto». La Svezia ha già cominciato i trasferimenti e «intende continuare a farli», ha dichiarato Victoria Holmqvist, portavoce del ministro per la migrazione Johan Forssell.

Polemiche

La vicenda rinfocola la polemica in Italia. Elly Schlein parla di «clamoroso boomerang della trovata propagandistica di Giorgia Meloni. Giuseppe Conte ironizza sul «capolavoro» della premier: «I rimpatri funzionano, ma contro di noi», ha scritto sui social. Anche Matteo Renzi parla di autogol di Meloni: «Ha rotto la solidarietà europea e ora ci toccano i cocci», accusa il leader di Iv. «La campagna della sinistra sui dublinanti è davvero penosa», ha replicato Carlo Fidanza. «Non esiste alcun legame tra la sospensione di Schengen per i fatti di Ceuta e la legittima scelta di alcuni Paesi europei di riattivare i ricollocamenti dei dublinanti».

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