Garlasco.

I legali: «La madre di Sempio ha tentato il suicidio» 

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Pavia. Ha tentato di togliersi la vita Daniela Ferrari, madre di Andrea Sempio, ricoverata da mercoledì in rianimazione per una overdose di tranquillanti. Non è in pericolo di vita ed è in condizioni stabili. Inevitabile ipotizzare che la signora, 66 anni, non abbia retto allo stress per la terza inchiesta su suo figlio per l’omicidio Poggi e all’inverosimile pioggia di messaggi di haters che nelle ultime ore la stanno bersagliando. Liborio Cataliotti ed Angela Taccia, i legali di Andrea, accusato dell’omicidio di Garlasco, autorizzati da lui e dal padre Giuseppe a rendere noto quanto è accaduto, hanno lanciato un appello diretto a chi frequenta i social. Cataliotti mercoledì aveva ha parlato di «un campanello di allarme che ci dice che è il momento per tutti di abbassare i toni». E ieri, rivolgendosi al popolo del web, ha invocato il ritorno a un clima «più sereno, soprattutto laddove si parli di persone solo indirettamente coinvolte nell’indagine e che abbiano solo il torto di essere amiche o parenti di indagato, imputato o condannato». I due avvocati hanno fatto notare che dopo la notizia del suo ricovero sulla madre di Andrea è sorta una campagna di odio social che ieri non si era ancora arrestata, dato che «continuano ad arrivare messaggi contro di lei». Daniela Ferrari non ha mai negato il suo malessere: il figlio accusato di aver ucciso la sorella di Marco, uno dei suoi più cari amici di allora, gli insulti quotidiani e, come se non bastasse, il fiato dei media sul collo, con alcuni giornalisti, aveva raccontato in una intervista, sempre fuori dalla porta della loro casa. In più, come si evince dalle intercettazioni agli atti dell’inchiesta dei pm di Pavia, i sensi di colpa per aver consigliato al figlio «di tenere lo scontrino. Ho rovinato la vita ad Andrea», aveva detto al marito. Una situazione così preoccupante e dolorosa da non risparmiarle alcuni malori: si era sentita male il 28 aprile dell’anno scorso, quando venne convocata come testimone dai carabinieri di Milano per essere sentita come testimone proprio sulla capitolo del ticket del parcheggio di Vigevano, e lo scorso ottobre era già stata ricoverata.

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