Il recupero dell’ex Marino spinge la politica a una nuova ipoteca sul futuro del Poetto. «Proviamo a riportare in vita il Consorzio», si sono ripromessi ieri Massimo Zedda e Graziano Milia, pensando non solo alla gestione unitaria della spiaggia ma «all’intero compendio che dalla Sella del diavolo arriva a Molentargius passando per l’ippodromo e le saline». Da Cagliari a Quartu, con una sola regia.
Il progetto
I due sindaci erano gli ospiti dei Seminari sull’arte della manutenzione, il ciclo di incontri che sta raccontando la riqualificazione dell’ex Colonia Dux, una riconversione economica voluta dal Demanio per il tramite della Regione con il bando del 2021. Da allora cinque anni di autorizzazioni: a maggio l’inizio lavori, nel 2027 l’apertura dell’albergo, secondo il progetto della Colonia hotel, la srl che fa capo al gruppo dell’imprenditore Sergio Zuncheddu, editore de L’Unione Sarda, in sala ieri nella storica sede del giornale, in viale Regina Elena.
Unità di intenti
È stata la prima volta che la politica si è confrontata sul recupero dell’ex Marino, raccogliendo la sfida di Diana Zuncheddu e Maria Antonietta Mongiu, rispettivamente presidente del Cda della srl e responsabile direttrice scientifica della riqualificazione. Non a caso, “Il Poetto: un bene in Comune” era il titolo della quarta conferenza che già con le parole ha portato in campo i due sindaci. «Questi seminari – ha detto Diana Zuncheddu a inizio lavori – sono un ponte tra pubblico e privato. Tra gli stimoli del primo e l’energia che può dare il secondo. Tutto si costruisce insieme». A partire dal paesaggio, «un incrocio tra natura e cultura, il vero lusso da ammirare attraverso le finestre disegnate da Badas (al progetto lavorò con l’ingegner Enrico Pisano», ha detto la professoressa Mongiu.
L’analisi
Zedda la riconversione dell’ex Marino l’ha sempre sostenuta. «E per uno strano caso del destino, con l’Esit trasformato in ospedale perdemmo un albergo. Adesso con il Colonia Hotel pareggiamo il conto». Per il sindaco di Cagliari, «questo recupero contribuisce a risanare una ferita: l’ex Marino era in abbandono da decenni e aiuta a soddisfare il bisogno di alberghi che ha Cagliari. Posti letto in parte compensati da b&b e case vacanze, ma con la differenza che gli hotel creano lavoro stabile. E anche questo serve alla nostra città». Zedda ha guardato lungo due volte. La prima pensando «al compendio tra Cagliari e Quartu, come già nel 1934 suggeriva Dionigi Scanu, l’ingegnere e intellettuale che ha scritto la Forma Karalis». Il sindaco non ha trascurato «Marina Piccola che con i suoi moli ha modificato l’alternanza di restituzione e sottrazione propria del mondo ondoso». Quindi i ricordi, «sul Poetto con divieto di balneazione negli anni Settanta, il ripascimento, un funerale per la città», la stura «per la riqualificazione del 2011».
Passo a due
Quartu ci sta arrivando. «Perché a noi – ha detto Milia – non ha mai convinto l’aggiunta artificiale della sabbia. La nostra scelta fu quella di intervenire sulla strada, prima di Cagliari. Adesso faremo anche noi la promenade, la pista ciclabile e quella per i runner, ma vogliamo ricostruire anche la vecchia pineta. Quartu – ha continuato il sindaco – si è affezionata tardi al Poetto: viale Colombo, nel tratto che porta al mare, è stato realizzato solo nel 1960. Il rapporto con il litorale è un frutto tardivo, ma la riqualificazione sarà in continuità con il progetto di Cagliari, anche sull’uso dei materiali. Ci avvantaggeremo del recupero della Colonia Dux: è stata una scelta giusta, il paesaggio deve avere bellezza». I Seminari sull’arte della manutenzione si fermano per la pausa estiva. Nella sede storica de L’Unione Sarda si torna lunedì 21 settembre. Si parlerà di demanio e di usi civici. Sempre con i fari accesi sulla Colonia Dux, «un luogo potente dal punto di vista estetico», ha concluso Mongiu.
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