Dolianova.

I ladri pentiti restituiscono il bottino 

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Rubano due statue da una tomba del cimitero storico di San Biagio. Poi si pentono e le restituiscono ai parenti insieme ad altre cinque sculture in metallo. Una brutta vicenda risolta nel giro di 24 ore dopo la pubblicazione di un post-denuncia su facebook da parte della famiglia proprietaria della tomba saccheggiata da cui, nella notte tra giovedì e venerdì scorsi, sono state prelevate una grande statua in bronzo di Padre Pio e una più piccola della Madonna, fatte installare 26 anni fa dalla famiglia Scioni-Locci nel luogo dove riposano i propri cari.

«Un gesto grave non solo per il valore degli oggetti ma soprattutto per la totale mancanza di rispetto verso un luogo sacro e verso il dolore e il ricordo di una famiglia», ha scritto, subito dopo la scoperta del furto Giusy Atzeri, nipote di Maria Ausilia Scioni, la donna che nel 2000 aveva fatto realizzare il monumento funebre. Parole a cui ha fatto seguito un accorato appello per la restituzione delle statue. Ieri pomeriggio la sorpresa: le due sculture di metallo sono state lasciate nel terreno di un familiare lungo la strada rurale di Su Niau, a poca distanza dal bivio della statale 387 per Soleminis. Non solo, accanto alle due statue di Padre Pio e della Madonna ce n’erano altre cinque: due di Gesù, due della Madonna e una di Papa Giovanni XXIII, la più grande di circa 90 centimetri.

«Abbiamo subito avvisato i carabinieri di Dolianova e portato le statue in caserma», racconta un’altra nipote, Ilaria Scioni, «siamo contente che questa brutta vicenda abbia avuto un lieto fine. Ora speriamo che i proprietari delle tombe da cui sono state rubate le altre sculture le riconoscano attraverso le fotografie». Furti su cui indagano i carabinieri di Dolianova. È possibile che, dopo il tam tam sui social, i responsabili abbiano sentito il fiato sul collo e si siano messi paura decidendo di restituire il bottino. Da capire se anche le altre sculture siano state prelevate da Dolianova o da qualche altro cimitero del circondario. In passato nella cittadina del Parteolla sono stati denunciati furti di fiori e di lumicini. Mai nessuno aveva azzardato però un gesto così rischioso. Per asportare le due statue, ancorate alle lastre di marmo attraverso due perni in ferro, i ladri hanno dovuto impiegare parecchio tempo rischiando di essere scoperti. Un colpo andato a segno, prima del ripensamento e la decisione di restituire la refurtiva.

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