INVIATA
Capoterra. Il rombo delle idrovore della protezione civile è la colonna sonora dell’avvio della conta dei danni. A Maddalena Spiaggia, tra le borgate del litorale quella più colpita dalla gigantesca mareggiata di lunedì notte, l’acqua invade ancora fino all’altezza del marciapiedi tutta via Lungomare delle Stelle, la strada che costeggia la spiaggia (ancora ridotta a una palude), e nelle vie attigue, ora quasi del tutto libere ma ricoperte di pagliuzze e di spuma giallastra, le famiglie sfollate hanno fatto rientro di prima mattina. «L’acqua in casa l’abbiamo raccolta e la corrente elettrica va e viene», racconta Anna Maria Sestu, 72 anni, mentre, con gli stivali di gomma ai piedi, spazza davanti al cancello della sua abitazione.
Emergenza dichiarata
In strada è un via vai di furgoni dell’Enel (occorrerà rifare pezzi di linea), di vetture della polizia locale, di mezzi della protezione civile arrivati in supporto delle squadre di Capoterra anche da altri Comuni. La priorità è raccogliere l’acqua, ma l’esperienza di chi vive a bocca di mare dice che i danni più grossi non sono mai quelli evidenti, bensì le crepe che sedimentano dopo il passaggio dell’onda. E i cedimenti stradali sono un esempio. «Andranno sicuramente rifatti i sottoservizi: fogne, acqua, linee della corrente elettrica», dice il sindaco Beniamino Garau che ieri ha fatto due sopralluoghi in mattinata con i tecnici, e nel primo pomeriggio con la presidente Alessandra Todde e l’assessora all’Ambiente Rosanna Laconi, che hanno visitato anche i territori alluvionati di Pula e Sarroch. «La volontà», ha detto la governatrice, «è muoversi nel più breve tempo possibile, sia per completare la stima dei danni, sia per consentire l’accesso agli strumenti previsti dallo stato di calamità».
La variazione di bilancio
In attesa dei ristori, che andranno definiti, il primo cittadino ha firmato la delibera per il riconoscimento dello stato di calamità e una variazione di bilancio di 400mila euro dalle casse comunali per le spese più urgenti. «Una somma nell’immediato per le prime riparazioni, ma ci servirà tanto di più e per questo», puntualizza il primo cittadino, «ho chiesto alla presidente di fare in modo che, con una puntuale valutazione dei danni, lo stanziamento degli aiuti sia quanto più celere».
Sottoservizi disastrati
Maddalena Spiaggia, 250 tra villette unifamiliari e palazzine, è un vero e proprio condominio sicché le spese, oltre alla riparazione dei danni, in teoria ricadrebbero sull’assemblea dei residenti. «Tra pozzetti allagati, fosse settiche bloccate, illuminazione stradale danneggiata, non meno di 300mila euro, a voler fare una stima molto provvisoria», spiega l’amministratore Giovanni Ruggeri. «Quanto al manto stradale, potremmo anche rifarlo presto, il problema però è che l’acqua ha impregnato lo spazio sottostante e via via avremo buche e avvallamenti».
Valutazione in corso
Della stima dei danni e degli aiuti se ne dovrà ragionare dunque assieme alla Regione, sottolinea Beniamino Garau. Anche per le lottizzazioni private, come Maddalena, passaggio verso un’ampia area dell’arenile. «Per noi è come se fosse pubblica visto che è accessibile a tutta la cittadinanza. Tanti, oltretutto sono i danni subiti dagli esercenti che hanno investito nella costa, dai proprietari delle case, oltre alla devastazione del parco, il nostro fiore all’occhiello». Una prima stima dei danni l’ha fatta. «Tra Maddalena Spiaggia, Picciau, Frutti d’Oro e tutta la costa non meno di un milione di euro. Ma sarà tanto, tanto più».
Il chiosco sbalzato
Lungo la spiaggia, l’acqua che si era spinta sino al parco giochi e al parcheggio è defluita, mentre cumuli di residui della mareggiata coprono l’arenile. Decine di raccoglitori di frutti di mare e altro bendidio portati dall’onda, riempiono secchi che diventano subito pesanti, colmi di cannolicchi, pesci, polpi. «È il buono di queste situazioni», commenta Simone Gerina, 43 anni, proprietario del ristorante La miniera del pesce, e del gemello più piccolo, il chiosco La miniera del pesce beach, danneggiati dall’acqua. Qui l’onda si è schiantata con una potenza tale da far crollare in due punti il muro di pietra posto ad argine della marea. Dentro il locale maggiore l’acqua è salita di dieci centimetri, allagando la sala e le cucine; mentre il chiosco a qualche decina di metri di distanza è stato letteralmente sollevato e spostato come un soprammobile. «L’unica fortuna», riferisce il titolare, «è che comunque eravamo avvisati della super mareggiata in arrivo e perciò siamo riusciti a mettere qualcosa in sicurezza. Grazie all’avviso del Comune abbiamo potuto limitare i danni, ma di più non potevamo fare: è il mare che comanda».
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