Washington. Per la terza notte consecutiva gli Stati Uniti attaccano l’Iran e Donald Trump, che nel weekend ha notificato ufficialmente al Congresso la ripresa della guerra contro Teheran, avverte che è solo l'inizio. Il presidente Usa ha annunciato il ripristino del blocco navale dei porti iraniani e ha assicurato che gli Stati Uniti saranno i custodi dello stretto di Hormuz. Non solo: «Probabilmente prenderemo di mira Pickaxe Mountain abbastanza presto». La zona nei pressi dell’impianto iraniano di arricchimento dell’uranio di Natanz è un sito nucleare altamente fortificato che ospita due complessi di tunnel situati a grande profondità. L’Iran dal canto suo avrebbe lanciato dei missili da crociera contro una nave Usa e minaccia di abbandonare definitivamente l’accordo con gli Usa.
Stretto bloccato
«Da questo momento in poi gli Stati Uniti saranno custodi dello stretto di Hormuz» e in questa «veste e per ragioni di equità saranno rimborsati con un’aliquota del 20% su tutte le merci trasportate», ha scritto il presidente americano su Truth, rivendicando che il tratto di mare è aperto anche se, secondo il sito di monitoraggio della navigazione MarineTraffic, i transiti sono praticamente azzerati da domenica sera. Il blocco invocato dal commander-in-chief - che secondo Axios non potrà entrare in vigore prima di 24 ore per motivi legali e secondo Reuters scatterà dalle 21 italiane di oggi - era stato revocato il mese scorso dopo che Usa e Iran avevano raggiunto la tregua. Qualche ora prima dell’annuncio di Trump il vice segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniana, Ali Bagheri Kani, aveva invocato una rappresaglia contro gli Stati Uniti per l’uccisione dell'ex Guida Suprema, l’Ayatollah Ali Khamenei, definendola un «diritto della nazione iraniana». Il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baghaei, ha minacciato: «Se gli Stati Uniti non rispetteranno gli impegni assunti nel memorandum, l’Iran uscirà dall’accordo».
Gli attacchi
Le forze armate iraniane hanno condotto una nuova serie di attacchi contro obiettivi militari americani in Giordania, Bahrein, Kuwait e Oman. Mentre il portavoce del Comando Centrale, Ebrahim Zolfaghari, ha avvertito che l’Iran non permetterà mai agli Stati Uniti di interferire nello Stretto e che le forze armate iraniane contrasteranno qualsiasi interruzione del traffico di navi commerciali e petroliere da parte degli Stati Uniti, al di fuori della rotta stabilita da Teheran. Il comando militare ha anche minacciato qualsiasi Paese che cooperi con gli Stati Uniti: «Qualsiasi cooperazione e qualsiasi supporto logistico saranno considerati un atto di guerra contro la sovranità e la sicurezza nazionale dell’Iran. E nel caso in cui la guerra si estendesse alla regione, le fiamme travolgerebbero tutti i Paesi dell’area».
Trattative italiane
E mentre si riaccende lo scontro tra Arabia Saudita e Iran in Yemen, il nuovo round negoziale tra Israele e Libano si terrà oggi e domani a Roma. Secondo i media libanesi, gli incontri si terranno presso l’ambasciata Usa a Roma. L’ambasciatore Simon Karam, che guida la delegazione di Beirut sarebbe già arrivato in Italia mentre l’ambasciatrice libanese negli Usa Nada Maouad lo raggiungerà oggi. Israele sarà rappresentato dall’ambasciatore in America Yechiel Leiter.
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