La riapertura dello Stretto di Hormuz è una priorità urgente per la comunità internazionale, colpita dal blocco della navigazione imposto dall’Iran. In una videoconferenza convocata dal Regno Unito con oltre quaranta Paesi, tra cui l’Italia, è emersa la necessità di misure diplomatiche ed economiche coordinate, anche in collaborazione con l’Organizzazione marittima internazionale, per consentire alle navi bloccate di riprendere il transito e limitare gli effetti sulla sicurezza economica globale.
Le tensioni rimangono elevate: finora solo alcune navi di specifici Paesi riescono a passare senza restrizioni, mentre l’Iran sta definendo un protocollo con l’Oman per monitorare il traffico.
La Francia esclude un intervento militare, giudicato irrealistico, mentre Italia e Regno Unito sottolineano l’urgenza di una de-escalation e l’importanza di ripristinare la libertà di navigazione, data l’incidenza sull’economia mondiale e sui trasporti marittimi. L’Italia sostiene la creazione di un «corridoio umanitario» per fertilizzanti e beni essenziali, promuovendo il dialogo multilaterale sotto mandato delle Nazioni Unite per garantire stabilità e sicurezza nella regione.
Il blocco dello Stretto influenza direttamente la sicurezza delle rotte marittime, l’approvvigionamento energetico e quello alimentare, provocando aumenti significativi dei costi di trasporto e dei premi assicurativi. Le cancellerie europee continuano a studiare soluzioni negoziali.
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