Tutto chiuso, anche oggi. Harry l’ha fatta grossa: per il terzo giorno di fila il ciclone arrivato dall’Atlantico sta lasciando vuoti scuole, uffici e strade. Parchi pubblici, biblioteche e cimiteri. Covid a parte, non si era vista un’emergenza così lunga, arrivata a settantadue ore. Sino alla mezzanotte di oggi. Così su Cagliari, Campidano e Ogliastra. Escono invece dall’emergenza Gallura e Sulcis.
Nuova criticità
A determinare il lockdown da maltempo è stato il doppio codice rosso assegnato ieri dalla Protezione civile regionale a quasi metà Sardegna, lungo il versante orientale, sia sul rischio idraulico che su quello idrogeologico. Bollettino pubblicato alle 14: nel giro di qualche ora i sindaci hanno convocato i Coc, i Centri operativi comunali, e prorogato le ordinanze di chiusura. Anche perché in questi giorni sono caduti alberi, le onde del mare hanno raggiunto gli abitati, in diverse strade è scattato lo stop alla circolazione. Ma senza vite in pericolo. Il piano della prevenzione ha messo al riparo persone e animali dalla furia del maltempo. E su questa linea della cautela si è deciso di continuare. «Anche per monitorare spazi e locali pubblici» prima delle riaperture di domani. Il grande rientro.
Primo bilancio
In via Vittorio Veneto a Cagliari, civico 28, quartier generale della Protezione civile, aspettano la fine dell’emergenza, «con fenomeni in attenuazione» previsti dal primo pomeriggio di oggi. Ma già si contano i benefici di una macchina organizzativa che ha impiegato «migliaia di persone per scongiurare incidenti», ripetono Rosanna Laconi, assessora all’Ambiente con delega alla Protezione civile, e il dg della struttura, Mauro Merella. «Tutti gli appelli hanno funzionato», sottolinea l’esponente della Giunta. File minime ai pronto soccorso, con le Asl che hanno sospeso le visite non urgenti; strade rimaste pressoché deserte; i selfie dei temerari sono stati arginati dalle forze dell’ordine. «Ai sindaci abbiamo suggerito di continuare a preferire la prudenza», ha sottolineato il direttore generale. In Gallura e nel Sulcis si riapre perché lì la criticità è stata declassata, al livello arancione (moderato).
Eventi meteo
Harry, tenuto sul Mediterraneo dall’alta pressione di Christian, l’anticiclone, è stato a suo modo “clemente”. Da domenica a ieri «in Ogliastra sono caduti sino a 300 millimetri di pioggia - ha continuato Merella -, probabilmente si arriverà a 400». Ma «l’assenza di bombe d’acqua», come nelle previsioni dell’Arpas, l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, ha contenuto i danni. Di norma, una quantità di pioggia così si spalma in sei mesi. Ma è andata bene lo stesso. Dal Poetto a Dorgali le mareggiate hanno sì cancellato (provvisoriamente) svariate spiagge, ma senza determinare grossi danni. In tutti i casi.
I rischi
Adesso il monitoraggio è concentrato sulla potenza dell’acqua caduta. Due i punti di osservazione. Da un lato le dighe in senso stretto, diventate troppo piene, tanto che le paratie sono state aperte per svuotare i bacini. Dall’avviso di criticità della Protezione civile si ricava l’elenco delle strutture dove è scattato il «rischio diga», cioè la tenuta degli stessi bacini. Così a Flumineddu (tra Seui e Ulassai), Sa Teula (Torpè), Bau Muggeris e Bau Mandara (Villagrande Strisaili). Idem a Monti di Deu (Tempio Pausania), Govossai (Fonni), Minghetti (Lula) e Corongiu 2 (La Maddalena). Per tutte le altre dighe è segnalato il «rischio esondazione a valle», la fuoriuscita di acqua dagli argini dei fiumi, visto che il livello del mare, innalzato dal vento, fa un effetto muro sulle foci. Sotto osservazione le dighe di Is Maccheronis (Torpè), Pedra ‘e Othoni (Dorgali), Genna is Abis (Uta e Villaspeciosa), Santa Lucia (Villagrande Strisaili), Medau Zirimilis (Siliqua) e Sinnai.
L’assistenza
Alla Sori, la Sala operativa integrata della Protezione civile, tra ieri e lunedì «sono arrivate oltre 100 richieste di intervento da parte dei Comuni», dice il responsabile Fabrizio Pedditzi. I vigili del fuoco, invece, hanno risposto sul campo a trecento chiamate dei cittadini, sono i numeri dell’emergenza. Grandi numeri. Harry non si è limitato a portare pioggia e vento, ha anche spaventato.
RIPRODUZIONE RISERVATA
Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati
Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.
• Accedi agli articoli premium
• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi
