Blitz hacker nella periferia dell’impero. Si stringe pure su Sassari, dopo le incursioni in mezza Europa, la morsa informatica che manomette da remoto le temperature dei banchi frigo nei supermercati. Questa almeno l’ipotesi su cui sta lavorando la polizia postale, che indaga sui 15 gradi calati d’improvviso negli impianti di refrigerazione di due punti vendita cittadini nella notte tra lunedì e martedì.
Nel mirino
Entrambi appartenenti alla catena Viro Market Sidis si trovano in due quartieri diversi, Porcellana e centro storico, accomunati stavolta dallo shock vissuto dai dipendenti, appena arrivati a lavoro, dinanzi alle cifre apparse sui display dei termostati. Dove campeggiavano numeri impazziti sia nei market di piazza Mazzotti che di via Muroni, interrompendo così la catena del freddo, e originati da cause che, a detta del titolare, Roberto Cuccuru, andrebbero ricercate altrove. «All’esterno», sostiene in un’intervista alla Rai, supponendo «un hackeraggio» che sarebbe sorto lì dove il gelo ha residenza, la Norvegia. «L’accesso è avvenuto tramite un ponte informatico che aveva sede a Oslo», precisa. Ossia, 2138 km bruciati nel lampo del presunto cyberattacco per aggredire con uno sbalzo termico le provviste alimentari, dai surgelati ai prodotti freschi alla frutta e verdura. Generando l’inevitabile degrado dei cibi e il loro fine vita provocando, al contempo, l’apertura di un vuoto nelle casse dell’azienda colpita, come in questo caso, da danni ingenti.
L’allarme
E se Viro Market ha riempito in poche ore quanto era stato reso invendibile, permane il timore che i blackout si ripetano e divengano una costante. Sempre che il colpevole sia un pirata la cui missione non è rubare ma sbrinare. Al momento però la polizia postale si concentra anche sull’opzione malfunzionamento delle apparecchiature. Certo vi è la sospetta coincidenza temporale delle ripetute devastazioni subite da esercizi commerciali, nei primi due giorni di novembre, in Belgio, Svezia, Irlanda, Estonia, Paesi Bassi, Lussemburgo e Germania, e a distanza di meno di un mese dalla tempesta informatica abbattutasi sulla Francia. Lo sciame di criminali informatici vola poi, negli ultimi giorni, facendo registrare diversi episodi in Sicilia, Emilia-Romagna e Toscana, alcuni derubricati ad “anomalie”, altri invece giudicati vere e proprie aggressioni contro gli hardware. Un panorama attenzionato dall’Agenzia per la cybersicurezza nazionale mentre crescono i timori di una escalation. L’Adiconsum Sardegna ieri, in un comunicato, ha lanciato l’allarme sui possibili pericoli per la salute. «L’alterazione delle temperature di conservazione - dichiara il presidente Giorgio Vargiu - può compromettere la qualità e la sicurezza degli alimenti, rendendo rischioso il consumo di prodotti che, pur apparendo normali, potrebbero aver subito un deterioramento». La paura è anche un’altra: «Che una parte di questi costi che le aziende dovranno sostenere venga successivamente trasferita sui prezzi al dettaglio, facendo ricadere sulle famiglie le conseguenze economiche degli attacchi hacker», conclude.
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