Tribunale.

Ha aiutato il boss evaso? Tolu in aula respinge le accuse 

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«Dal magazzino, approfittando di un’improvvisa nostra assenza, Raduano si era preso una caffettiera grossa senza permesso. In una perquisizione gliela ritrovarono, e lui mise in giro la voce che fossimo stati noi, io e Luca Arzu, a fare la spia. Lo affrontai, ma da quel momento lo evitavo come la peste». È un episodio avvenuto nel carcere di Badu ’e Carros, tra la fine del 2022 e il 2023 legato a una caffettiera e a vecchi contrasti, quello raccontato ieri in aula da Christian Massaiu, originario di Oliena, sentito nel processo che vede imputati gli orunesi Antonio Mangia e Pietro Antonio Tolu (difesi da Giancarmelo Serra e Ivano Iai), accusati, a vario titolo, di aver favorito la fuga e la latitanza di Marco Raduano, evaso dal carcere nuorese nel febbraio 2023 e oggi collaboratore di giustizia.

Massaiu, che all’epoca da detenuto lavorava come magazziniere nel carcere, ha raccontato di aver conosciuto Raduano per questo. Il testimone ha escluso di aver mai detto a Raduano di un suo progetto di evasione e di conoscere eventuali rapporti con Mangia e Tolu. «Non so perché abbia detto che io fossi un suo uomo di fiducia», ha riferito, negando anche di sapere se qualcuno lo avesse aiutato a preparare la fuga. Ma ha ammesso di conoscere Angelo Frigerio, che aiutò Raduano e che morì suicida a Uta.

In aula ha deposto anche Marcello Gaia, che ha riferito di conoscere Mangia e Tolu da vent’anni e di aver condiviso con loro un periodo di detenzione a Nuoro. Gaia ha escluso di aver mai visto atteggiamenti di confidenza tra il detenuto foggiano e Mangia. Nell’udienza Pietro Antonio Tolu ha letto dichiarazioni spontanee, ribadendo la sua estraneità alle accuse. Latitante sino al 19 ottobre, ha di essersi costituito per riabbracciare i familiari e affrontare il processo: «Sono tornato per loro», ha scritto, definendo infondate le accuse a lui e al compare e compaesano Antonio Mangia, ringraziando i carabinieri di Nuoro: «Devo al loro operare rigoroso ma umano la mia riflessione».

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