Milis.

Guardia medica chiusa: è rivolta 

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La notizia che i cittadini non volevano ricevere è arrivata poco prima dell’assemblea, convocata dalla sindaca di Milis, Monica Ortu in accordo con la Asl di Oristano, proprio per discutere della guardia medica. Da domani il servizio, sempre più richiesto a causa della mancanza di medici base, non sarà più attivo. E i cittadini dovranno raggiungere la Casa di comunità a Tramatza, l’ultima aperta dopo quelle di Oristano, Ghilarza, Bosa, Laconi, Samugheo e Santu Lussurgiu.

Il servizio

La novità, nell’aria già da diversi giorni, è stata annunciata dalla Asl nel primo pomeriggio di ieri. «L’assistenza medica nella Casa di comunità sarà garantita durante le ore notturne e nei giorni festivi e prefestivi, quando gli ambulatori dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta non sono attivi, anche ai cittadini di Bauladu, oltre a quelli di Tramatza» si legge nella nota dell’azienda sanitaria. Un problema non da poco visto che a Milis, centro con 800 abitanti, l’Ascot è aperto solo due mattine alla settimana.
L’assemblea, iniziata intorno alle 17.30, si è subito animata. La direttrice sanitaria della Asl di Oristano, Grazia Cattina ha dovuto affrontare un'ondata di domande e critiche. «Ci state abbandonando - ha detto Gianfranco Ginesu - Non solo abbiamo poche ore di Ascot ma ora ci abbandona anche la guardia medica. Siamo senza assistenza sanitaria di base e specialistica, viste le attese infinite, i pazienti allettati invece sono lasciati da soli». Augusto Mastino aggiunge: «Per prendere il posto all’Ascot sono costretto ad alzarmi alle 4, poi alle nove mia moglie mi dà il cambio, è follia». E ancora: «Come mai a Milis l'Ascot è aperto solo due volte e in altri paesi anche cinque?» ha chiesto Irene Depalmas.

La Asl
La direttrice Grazia Cattina è riuscita a parlare con non poca fatica: «Sono venuta fin qui per conoscervi e spiegarvi ciò che stiamo per inserire all’interno della Casa di comunità, le cui attività sono state decise nel 2022 grazie ai fondi del Pnrr, su una scelta della Regione che io ritengo buona e saggia. La nuova struttura non è al servizio di un paese, ma di una comunità più ampia per dare risposte a tutti i cittadini. I vantaggi sono diversi: verrà offerta una copertura medica alla popolazione del territorio 24 ore su 24, sette giorni su sette, grazie alla collaborazione tra i medici di cure primarie e quelli della guardia medica. Un secondo vantaggio sarà dato dall’attivazione degli ambulatori infermieristici che prenderanno in carico i pazienti affetti dalle patologie croniche più frequenti». Infine una promessa: «Ritornerò a Milis fra circa tre mesi e, se le cose non sono cambiate, vi autorizzo a chiedermi di andarmene. E anche a chiamare i carabinieri».

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