Il caso

Grazia a Nicole Minetti: «Assiste un minore» 

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Nicole Minetti torna a far parlare di sé. L'ex ballerina di Colorado, igienista dentale ed ex consigliera lombarda del Pdl, che andò a prendere Karima El Mahroug detta Ruby in questura a Milano, ha ricevuto la grazia dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella e quindi non andrà in carcere per le due condanne che ha ricevuto: una a due anni e dieci mesi nel processo Ruby Bis per favoreggiamento della prostituzione e l'altra a un anno e un mese per peculato sui rimborsi quando era al Pirellone. Lo ha scoperto la trasmissione Mi Manda Rai3 che oggi manderà in onda un'inchiesta anticipata a Il Fatto Quotidiano. La concessione della grazia, hanno spiegato fonti del Quirinale, è basata «anche sulle gravi condizioni di salute di uno stretto familiare minore della Minetti che necessita di assistenza e cure particolari, presso ospedali altamente specializzati». Di «straordinari profili umanitari» hanno parlato invece i suoi legali Emanuele Fisicaro e Antonella Calcaterra chiedendo «massimo riserbo, in particolare sulla posizione del minore».

Originaria di Rimini, Minetti era entrata in Consiglio regionale nel listino bloccato, quindi con elezione sicura, nel 2010, con una lunga coda di polemiche. Gli occhi, alla prima seduta l'11 maggio, erano puntati soprattutto su di lei e su un altro giovanissimo, Renzo Bossi, il figlio dell'allora segretario della Lega Nord Umberto, che lo aveva battezzato “il trota”. Nicole tenne profilo basso, senza rilasciare dichiarazioni. Ma solo alcuni giorni dopo, il 27 maggio, le fu chiesto di andare in questura e farsi affidare Ruby, allora diciassettenne, che era stata fermata senza documenti e sospettata di furto. Da qui è iniziata la vicenda giudiziaria a cui si è aggiunta quella sui rimborsi non dovuti al Pirellone, che non ha riguardato solo lei ma anche altri consiglieri fra cui Bossi jr. Nel frattempo, l'ex consigliera si è legata a Giuseppe Cipriani, nipote del fondatore dell'Harry’s bar, che ha interessi non solo in Italia ma soprattutto all’estero, in particolare in Uruguay dove ha avviato il progetto di restauro dello storico Hotel San Rafael con l'obiettivo di farne uno dei maggiori poli del lusso del Sudamerica, come riportano i giornali locali. La domanda di grazia è stata presentata all'inizio dello scorso anno. Ha ricevuto ampio parere favorevole dal procuratore generale della Corte d'Appello di Milano e dal ministro della Giustizia Carlo Nordio.

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