Il pane carasau può diventare uno dei simboli della rinascita del grano duro sardo. È la sfida lanciata ieri da Nuraminis, dove una folta rappresentanza della filiera si è ritrovata nella sala dell’ex Monte Granatico, per un confronto promosso da Coldiretti Sardegna che ha riunito produttori, cerealicoltori, mondo della trasformazione, industria, ricerca e istituzioni. Un confronto che si è concluso con la sottoscrizione del Patto di Nuraminis per una filiera sarda del grano duro, del pane carasau e del pistoccu: un impegno comune per costruire una filiera interamente sarda, valorizzare la materia prima e dare maggiore remunerazione agli agricoltori.
«Quello di oggi – dice il presidente di Coldiretti Sardegna, Battista Cualbu – è molto più di un documento: è un’assunzione di responsabilità da parte di tutta la filiera. Il grano duro sardo ha qualità, agricoltori capaci e una storia produttiva importante, ma per troppo tempo abbiamo assistito alla riduzione delle superfici e alla perdita di valore della cerealicoltura. Oggi diciamo con chiarezza che il futuro può passare dalla costruzione di una filiera sarda, capace di utilizzare il nostro grano per uno dei prodotti più identitari della Sardegna».
«Abbiamo una materia prima che può soddisfare le esigenze della filiera e che presenta caratteristiche qualitative importanti – spiega il direttore di Coldiretti Sardegna, Luca Saba – Ma serve una filiera che coinvolga tutti: agricoltori, molini, trasformatori e panificatori. Non possiamo pensare a una filiera sarda se il grano prodotto dagli agricoltori sardi viene sostituito lungo il percorso». Nel 2008 in Sardegna si coltivavano poco più di 78 mila ettari di grano duro, mentre nel 2026 le superfici sono scese a circa 23.600 ettari, con un calo di quasi il 70%. Nello stesso periodo la resa è cresciuta del 25,7%.Il grano duro prodotto in Sardegna presenta inoltre caratteristiche qualitative di rilievo, anche per quanto riguarda il tenore proteico e, in particolare, quello glutinico. Una qualità che rappresenta una risorsa strategica per l’agricoltura e l’agroalimentare dell’Isola e che può trovare nel pane carasau e nel pistoccu uno sbocco di particolare valore.Coldiretti guarda con favore, in prospettiva, a uno strumento forte come la Dop, ma qualunque sarà il percorso scelto – compresa l’ipotesi Igp, ieri al centro dei lavori – dovrà esserci una condizione irrinunciabile: l’utilizzo esclusivo di grano duro prodotto in Sardegna.
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