L’intesa.

Grano duro bio, nasce l’accordo di filiera 

Fissato il prezzo minimo garantito, accumulati duemila quintali di prodotto 

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Assicurare la certezza del conferimento del prodotto, garantire i controlli di qualità e definire preventivamente le condizioni economiche, compreso un prezzo minimo garantito superiore di 5 euro al quintale rispetto al prodotto di pari qualità non biologico. Sono queste le principali condizioni dell’accordo di filiera del grano duro biologico, promosso dal Bio Distretto Sud Sardegna e Arcipelago del Sulcis e sottoscritto ieri mattina a Cagliari alla presenza dell’assessore regionale dell’Agricoltura, Francesco Agus.

Gli obiettivi

Hanno già aderito all’intesa dodici aziende, tra produttori agricoli, molino, pastifici e panifici, che possono già contare su un quantitativo di prodotto ammassato pari a 2.000 quintali. La sottoscrizione dell'intesa si inserisce in un quadro caratterizzato dalla forte contrazione della cerealicoltura. In Sardegna, le superfici coltivate a grano duro, compreso quello convenzionale, sono passate dai 78.240 ettari del 2008 ai 18.066 del 2020, con una riduzione di circa il 77 per cento.

Tra gli aspetti centrali dell’accordo figurano la certezza del conferimento, garantita dall’impegno del Molino Secci a raccogliere e trasformare il prodotto, e la definizione di un prezzo minimo garantito, con premialità legate alle caratteristiche qualitative. Il prezzo sarà determinato sulla base delle quotazioni della Borsa Merci di Bologna al momento del conferimento. Per le partite che rispettano i parametri stabiliti è previsto un valore indicativamente superiore di 5 euro al quintale rispetto al prodotto convenzionale di pari caratteristiche, mentre per quelle che non raggiungono le soglie qualitative è applicata una riduzione di 4 euro rispetto al minimo garantito. Le attività della filiera saranno supportate dall’Agenzia Agris Sardegna.

Le filiere

«Oggi è una giornata storica», afferma Ignazio Cirronis, presidente del BioDistretto, «perché grazie alla sottoscrizione dell'accordo di filiera possiamo offrire alle aziende aderenti una serie di importanti garanzie».

«Le filiere sono il presente e, soprattutto, il futuro del nostro settore agricolo», dice l’assessore Francesco Agus. «L'unico modo per garantire una giusta remunerazione del lavoro agricolo è costruire filiere capaci di fare in modo che il valore aggiunto dei prodotti ricada, passaggio dopo passaggio, anche sul produttore primario».

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