Centrodestra.

Governo rinfrancato dalle urne 

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Il risultato non era affatto scontato. Anzi, «ha superato le aspettative», dicono tutti nel centrodestra, perché se la conquista di Reggio Calabria era quasi data per scontata, Venezia è stato un colpo «mondiale». Una «boccata di ossigeno» capace di galvanizzare Giorgia Meloni che sui social, accanto agli auguri ai vincitori, lancia una stoccata più che ironica agli avversari del centrosinistra. «E anche oggi crolliamo domani», ha scritto la premier che guarda all'orizzonte della fine della legislatura puntando all’obiettivo della nuova legge elettorale. Questa tornata elettorale ha segnato anche l’esordio di Futuro nazionale, il partito di Roberto Vannacci che Vigevano è andato oltre il 14%.

Dunque si allontana, almeno per ora, la possibilità che le Politiche del 2027 si tengano in primavera anziché in autunno, con un anticipo di qualche mese rispetto alla scadenza di settembre, evitando così le vacanze di mezzo e l'incombenza della manovra, soprattutto adesso che Bruxelles non ne vuole sapere di allentare il patto di stabilità. In primavera vanno al voto anche quasi tutte le città più grandi, Roma e Milano comprese. «Un turno che non ci avvantaggia», ammette un big del centrodestra. Con un ipotetico election day, la maggioranza uscente rischierebbe un traino non favorevole. Tanto che si starebbe ragionando sull'opportunità di Politiche tra marzo e aprile (deputati e senatori arriverebbero comunque ai quattro anni, sei mesi e un giorno che fanno scattare la pensione); per le Amministrative l’apertura delle urne potrebbe arrivare un mese più tardi. L’altra ipotesi è quella di completare la legislatura su scala nazionale per andare al voto a scadenza, tra fine settembre e inizio ottobre. E qui si inserisce di nuovo la legge elettorale. Perché mantenendo il Rosatellum si rischia il pareggio; approvando invece il proporzionale con premio di maggioranza, è il ragionamento che si fa tra gli alleati del centrodestra, si potrebbe votare in qualsiasi momento perché il nuovo sistema darebbe molte più garanzie di esito chiaro dalle urne.

Intanto il debutto di Futuro nazionale alle Comunali porta bene all’ex generale. A Vigevano, terra leghista da tre mandati, il candidato di Vannacci ha sfiorato il 15%. Vannacci al centrodestra. Non è una vittoria ma il risultato è stato vissuto con soddisfazione. «Vigevano è apripista per le prossime Politiche», ha esultato il fondatore. Una settimana fa l’arrivo dell’europarlamentare aveva riempito la piazza, complici anche le divisioni del centrodestra.

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