Scontro politico sulla decisione del Governo di intervenire nel giudizio di legittimità costituzionale della norma nazionale sulle aree idonee dopo il ricorso della Regione. Mentre i parlamentari di centrodestra mantengono un profilo basso sul tema, parlando di una prassi legata alle prerogative della presidenza del Consiglio, quelli di centrosinistra attaccano il Governo. Situazione ribaltata alla Regione, con il Campo largo che difende il suo operato e il centrodestra che lo sminuisce.
I parlamentari
È Pietro Pittalis, segretario di Forza Italia Sardegna, vicepresidente della commissione Giustizia della Camera, a parlare «di consuetudine nella scelta del Governo di presentarsi alla Consulta rispetto al giudizio di legittimità». Diverso è il discorso politico: «Le competenze della Regione sono state fatte salve nella legge, quindi un eventuale conflitto non può dipendere dal Governo». Dal centrosinistra sono più affilate le parole di Silvio Lai, deputato e segretario regionale del Pd: «La decisione del Governo di opporsi al ricorso della Sardegna conferma un’impostazione centralista della destra e apre uno scontro istituzionale delicato su un tema strategico», spiega. «Non è in discussione la transizione energetica, ma il diritto della Regione a governarla, definendo dove e come realizzare gli impianti nel rispetto del territorio. Serve equilibrio tra obiettivi nazionali e autonomia: senza leale collaborazione si producono solo conflitti e soluzioni inapplicabili». Quindi la deputata di Alleanza Verdi Sinistra (Avs) Francesca Ghirra: «Siamo al fianco di presidente e Giunta contro la prepotenza di un Governo incapace di programmare politiche energetiche adeguate. Non si può da un lato frenare la transizione energetica e dall'altro pretendere con arroganza sforzi sproporzionati per la Sardegna senza garantirle alcun vantaggio. Imporre dall'alto criteri che non tengono conto della nostra specificità non è tollerabile. Confido che la Consulta garantisca il rispetto del nostro Statuto».
A Cagliari
In Consiglio regionale è il pentastellato Roberto Li Gioi, presidente della commissione Urbanistica, a schierarsi in difesa della governatrice Todde: «Il fatto che il Governo di Roma tiri dritto sulle aree idonee dimostra ancora una volta platealmente che non ha alcun interesse di tutelare le esigenze della nostra isola. E cioè innanzitutto la salvaguardia del nostro patrimonio archeologico ed ambientale. Obiettivo raggiungibile con una oculata transizione energetica che, anche alla luce dello scenario internazionale, ci metta al riparo dal ritorno al carbone paventato dal Ministro Pichetto Fratin sconfiggendo al contempo definitivamente l'odiosa speculazione energetica». Il centrodestra, all’opposizione, attacca invece il Campo largo. Umberto Ticca, capogruppo dei Riformatori, non fa sconti: «Il Governo interviene contro il ricorso della Sardegna e il punto è semplice: non basta avere ragione politica, serve avere ragione giuridica. Difendere ambiente e paesaggio è giusto, ma con leggi fragili vai a sbattere. Lo abbiamo già visto. Gli scontri istituzionali rafforzano la Sardegna solo se condotti con forza e competenza. Altrimenti sono solo bandierine. La strada vera è un’altra: sfruttare lo Statuto e le norme di attuazione per avere poteri veri, concreti e duraturi».
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