Innovazione.

«Governare l’AI per lavorare meglio» 

Ortega, neo segretario della UilFpc, indica la via per gestire le nuove tecnologie 

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La produttività accelera, ma salari e tutele restano indietro. È in questo divario che si inserisce la rivoluzione dell’intelligenza artificiale, destinata a incidere non solo sull’organizzazione del lavoro, ma anche sulla distribuzione del valore. Ecco perché il nodo non è arrestare il cambiamento, ma governarlo.

È stato questo il perno del primo congresso regionale della UilFpc, la nuova sigla nata dalla fusione tra Uilcom e Uil Poste, che ieri ha eletto Tonino Ortega segretario generale. Al centro del confronto, l’impatto economico degli algoritmi su produttività, occupazione e contrattazione. Presenti all’evento anche la direttrice generale del Gruppo L’Unione Sarda, Lia Serreli, Andrea Porcu vicepresidente Confindustria Sardegna Meridionale, Paolo Faieta direttore personale di Tiscali, Fulvia Murru segretaria generale Uil Sardegna, e il segretario nazionale della Uil Poste Claudio Solfaroli Camillocci.

Obiettivi

«La tecnologia deve essere governata dentro il contratto nazionale del lavoro», ha spiegato Ortega. «Senza una regolazione negoziata, il rischio è che siano le imprese a determinare tempi, ritmi e carichi di lavoro attraverso sistemi automatizzati».

Il sindacalista insiste: «L’aumento della produttività non si traduce in maggiore sicurezza economica né in una riduzione del tempo di lavoro», osserva il segretario. Da qui la proposta di una riduzione dell’orario a parità di salario, già sperimentata in alcuni Paesi del Nord Europa, dove la crescita della produttività è stata in parte convertita in tempo libero.

Un ulteriore elemento riguarda l’accesso al mercato del lavoro. L’automazione rischia di ridurre le opportunità per chi entra nel mondo del lavoro, con effetti diretti sui percorsi di apprendistato. «Se vengono automatizzate le attività junior, si rischia di interrompere la filiera della formazione professionale», ha sottolineato il segretario.

Le richieste

Sul fronte delle politiche pubbliche, la Regione punta sugli investimenti. «Sono stati destinati oltre 100 milioni alla transizione digitale, con interventi su intelligenza artificiale e formazione», ha ricordato l’assessora al Lavoro Desirèe Manca. Alle misure per l’innovazione si affiancano incentivi per la stabilizzazione occupazionale, con risorse dedicate alla trasformazione dei contratti da tempo determinato a indeterminato.

La linea indicata è quella di un’integrazione tra innovazione e tutela. «L’intelligenza artificiale deve restare uno strumento e non sostituire il contributo umano», ha aggiunto Manca.

Dal congresso emerge una convergenza: la transizione non è neutra. Senza strumenti di governo, il rischio è un ampliamento delle disuguaglianze tra capitale e lavoro. Per questo il sindacato indica nella contrattazione tre direzioni: normatizzazione dell’algoritmo nel Ccnl, responsabilità del lavoro nelle mani dell’essere umano, riduzione dell’orario di lavoro.

In un’economia sempre più guidata da dati e macchine, la questione si sposta così dalla produzione alla distribuzione. «Se la macchina lavora di più», conclude Ortega, «il lavoro deve tradursi in più tempo e maggiore qualità della vita».

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