MADRID. «La memoria non può essere sotto chiave». Con questo messaggio Pedro Sanchez ha annunciato la declassificazione, da domani, dei documenti ancora coperti da segreto del fallito colpo di Stato del 23 febbraio 1981.
La svolta è arrivata nel 45esimo anniversario del fallito putsch guidato dal tenente colonnello Antonio Tejero, che, alla testa di militari della Guardia Civile e pistola in pugno, assaltò il Parlamento spagnolo. In quella notte che fece tremare la giovane democrazia, Tejero prese in ostaggio i deputati durante la seduta di investitura di Leopoldo Calvo Sotelo a capo del governo, mentre a Valencia i carri armati scesero in strada. Dopo 18 ore, il re Juan Carlos I, in uniforme delle forze armate, respinse il tentativo sovversivo, isolò i golpisti e segnò il fallimento del colpo di mano. La desecretazione riguarderà fascicoli processuali, intercettazioni, comunicazioni tra la Casa Reale e la Moncloa. Secondo molti, porterà chiarimenti su eventuali complicità negli apparati militari e istituzionali.
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