In via Roma quaranta ombrelli, quattro pupille alla finestra del primo piano, due al terzo piano della palazzina fronte Ten. Il servizio d’ordine è imponente, neppure una foglia fuori posto. Alle 10 e 56 un grido nella pioggia: «Eccolo!!».. E giù applausi. Il tentativo di coro Ma-tta-re-lla muore sul nascere, appena emesso un solo vagito, sommerso dagli applausi e da una grandinata di grazie a voce libera. Il presidente rivolge uno sguardo e ringrazia con un cenno della mano. A Nuoro l’entusiasmo presidenziale è femmina. Le donne sono maggioranza dietro le transenne gialle, messe a misura man mano che si andava componendo la misura del comitato di accoglienza. Gli uomini sorridono, che mica si possono mostrare i sentimenti nell’Isola che non c’è. Freddo e pioggia a oltranza, senza rispetto alcuno per il leggendario garbo del presidente.
Le parole
«Mattarella è una persona straordinaria – dice Maria Dolores Cossu – custode della Costituzione e punto di riferimento per tutti gli italiani. Essere qui è importante perché deve sapere che gli vogliamo bene. Ha accettato il mandato nonostante l’età e questo è molto importante».
Angela Salvai, sangue di Mamoiada, vive a Nuoro da una vita. «Il presidente rende omaggio alla nostra Grazia Deledda, ci ha fatto un grande onore venendo a Nuoro a celebrare una donna così moderna e speciale».
Francesca Maria spezza il grigiore con un foulard viola. «Sono felicissima perché rappresenta tutti gli italiani e per questa giornata». Antonio Maricosu plaude alla ricorrenza: «Non c’era modo migliore di festeggiare».
Claudio, l’emozione di uno scolaretto sotto i baffi sottili. «I cent’anni dalla consegna del Nobel sono un evento significativo per Nuoro e per l’Italia intera».
Intorno alle 12 una piccola folla si raduna sotto la pioggia nelle scalette di fronte alla casa natale di Grazia. Santu Predu, storico rione di granito e case cadenti. Un inno alla malinconia di una bellezza struggente. Tutti aspettano lui, il presidente, pazienti sotto la pioggia. Con un briciolo di ritardo l’auto sfila sulla soglia di casa Deledda, ma senza Mattarella. «È entrato dae sa ‘orte!!», urla una signora indicando il cortile della vecchia casa. Il primo degli italiani non si manifesta neppure per un saluto. La visita è strettamente privata, era noto. Un poco di delusione tra gli astanti, quasi tutti santupredini che sui graniti si sono sbucciati le ginocchia. Evocano le storie delle case vicine, i Gallisai del mulino, i Ruju, i poveri, theracos e pastores. «Io sono nato qui 60 anni fa – spiega Nino Soro – ero un ragazzino, come un topolino correvo. Mi davano dieci lire per far vedere dove era la casa di Grazia Deledda. Io ero contento, mi compravo una caramella che mi durava due settimane».
Pensieri sparsi
Tra i pensieri sparsi della gente arrivata “a vedere Mattarella”, alcuni potrebbero essere degni di nota tipo: Mattarella viaggia su un’Audi nera, orgoglio italiano?!; Mattarella non fa una piega, pare appena uscito di casa. Stira & ammira; E se fosse venuta Giorgia vedevi gente. Mattarella è tipo il Papa, vale la pena di vederlo. E poi il cronista aggiunge: bagno di folla per il presidente Mattarella in visita a Nuoro. Magari un’altra volta. Si deus cheret.
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