Washington. Milioni di dollari per finanziare i gruppi filo-Maga in Europa ed esportare la filosofia della destra conservatrice americana nel Vecchio Continente, per combattere l’ideologia “woke”, le migrazioni e il cosiddetto “terrorismo rosso” anche sull’altra sponda dell’Atlantico. È il piano che il dipartimento di Stato sta portando avanti da mesi, prima in segreto e adesso con bandi pubblicati sul suo sito e con una conferenza a Washington.
Nel frattempo Elon Musk entra a gamba tesa sul prossimo voto per le presidenziali in Francia con un post su X. Marine Le Pen “è l’ultima speranza”, ha scritto mentre la leader della destra francese prende il largo negli ultimi sondaggi. I fondi offerti da Foggy Bottom, fino a 5 milioni di dollari, sono destinati a gruppi europei allineati con i Maga. Organizzazioni della società civile e non governative europee, che intendono «affrontare le sfide relative alla sovranità nazionale, alla migrazione, alla censura e alla guerra legale in linea con la filosofia politica condivisa, il diritto e il nostro comune patrimonio di civiltà occidentale». Secondo il Financial Times i finanziamenti rappresentano uno dei primi passi di Trump per trasformare in politiche concrete la sua crescente retorica contro l'Europa, accusata in particolare di minacciare la libertà di parola per alcune normative contro le big tech americane. «Istituzioni e governi stanno usando il potere statale per minare i principi fondamentali dell'autogoverno democratico attraverso leggi sull'incitamento all'odio e regolamenti sui contenuti online eccessivamente ampi e vaghi, che controllano e puniscono la libertà di parola, sopprimendo al contempo la partecipazione politica», si legge in una nota del dipartimento di Stato.
Il summit
Intanto il segretario di Stato, Marco Rubio, presenzia a una riunione incentrata su quella che l'amministrazione americana considera una grave minaccia per gli Stati Uniti e il mondo: la «rinascita del terrorismo transnazionale di estrema sinistra». Al meeting è stata inviata anche l'Italia con il sottosegretario all'Interno Emanuele Prisco. Il rischio è che Washington voglia sfruttare un summit per giustificare l’ampliamento della definizione di «organizzazione terroristica straniera» per poter agire contro gli americani legati al movimento “Antifa” o considerati “pericolosi comunisti”, come Trump chiama l’ala più liberal dei democratici.
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