Tradizioni.

Gli irriducibili del tuffo in mare 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

Il nuovo anno è iniziato all’insegna del coraggio, del sorriso e della tradizione sulle spiagge sarde, dove il tuffo di Capodanno continua a richiamare centinaia di persone tra curiosi, spettatori e intrepidi bagnanti. A Fontanamare e a Balai, due scenari simbolo, il mare d’inverno è diventato ancora una volta teatro di riti propiziatori, memoria collettiva e spirito di comunità, ma anche al Poetto, la spiaggia dei cagliaritani, molti hanno dato il benvenuto al 2026 concedendosi qualche bracciata e qualche brivido.

Fontanamare

A Fontanamare, una luminosa giornata di sole ha accompagnato il tuffo dei quaranta temerari che, come da tradizione, si sono immersi nelle fredde acque del golfo di Gonnesa. A guidarli, l’82enne iglesiente Giorgio Pusceddu, autentica anima dell’iniziativa, che da 26 anni inaugura l’anno nuovo con lo stesso entusiasmo di sempre. Inconfondibile il suo costume a righe in stile anni Trenta e la parrucca nera, simboli di un gesto goliardico diventato rito condiviso.

Nato quasi per gioco tra pochi amici, il tuffo di Capodanno a Fontanamare è cresciuto nel tempo coinvolgendo persone di tutte le età, famiglie, bambini e partecipanti arrivati anche dall’estero, come Anna Milena Velasco, colombiana residente in Sardegna da vent’anni, alla sua prima esperienza: «Ho deciso di iniziare l’anno in modo diverso, con nuovi propositi, e questa è stata un’esperienza bellissima, che ripeterò», sorride.

Uomini e donne di tutte le età, e anche da qualche bambino, si sono dati appuntamento nel primo tratto della spiaggia di Fontanamare. Dopo qualche esercizio di riscaldamento hanno iniziato a prepararsi per il tuffo, ma non prima della tradizionale foto di gruppo. Immancabili i berretti rossi da Babbo Natale e la bandiera dei Quattro Mori, che ha accompagnato il gruppo fin dentro l’acqua. Come da programma, il via è stato dato alle 11: la schiera dei coraggiosi tuffatori è corsa verso il mare tra due ali di folla che li incitava. Dopo il primo impatto con le acque gelide i bagnanti sono risaliti sulla battigia per ripetere i tuffi per ben tre volte.

«Questa edizione – afferma l’iglesiente Antonello Cani, uno dei fondatori dell’iniziativa – l’abbiamo dedicata al compianto Piero Floris, con cui avevamo costituito l’associazione “Amare il Mare”. Siamo soddisfatti della grande partecipazione, composta da diverse persone giunte anche dall’estero. In questi anni, la manifestazione è diventata anche un’importante occasione per far conoscere il nostro territorio».

Balai

A Porto Torres, sulla spiaggia di Balai, il “21° Tuffo di Capodanno” ha confermato la sua forza simbolica e partecipativa, coinvolgendo quasi trecento persone. In acqua, a 14 gradi, sono entrati ben 277 iscritti, dai bambini di 6 anni fino al veterano Salvatore Delogu, che a breve compirà 91 anni e che, augurando a tutti «un anno di pace», si è tuffato per primo nel mare del Golfo dell’Asinara. Con i loro costumi, cappellini rossi e magliette azzurre con un messaggio di auguri per il 2026 e un commosso omaggio al fotografo naturalista Michele Santona. La manifestazione, accompagnata da musica, balli e coreografie curate da Max Dance Asd, ha visto anche costumi d’epoca e tuffi spettacolari dalla Rocca Manna, con canoe in rada a incorniciare l’evento. Divenuto appuntamento fisso per la comunità, il tuffo di Balai è anche un gesto solidale: il ricavato è stato devoluto al gruppo scout Agesci Porto Torres. Un successo reso possibile dall’impegno dell’associazione “I Temerari”, dai volontari e dal sostegno delle istituzioni locali.

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

• Accedi agli articoli premium

• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?